“Disabilità e sessualità”, grande successo per l’incontro del 22 ottobre a Factory Grisù sul diritto a una vita emotivamente completa

Ha riscosso molto successo l’iniziativa dedicata a “Disabilità e sessualità: la strada (accidentata) per il riconoscimento di un diritto”, che si è svolta di venerdì 22 ottobre a Factory Grisù nell’ambito della Festa della Legalità e della Responsabilità promossa dal Comune di Ferrara e sostenuta dall’Area Sicurezza e Legalità della Regione. L’evento ha visto coinvolti il Garante per la Disabilità del Comune di Ferrara rappresentato da Davide Conti e Carlos Dana, l’ideatore e responsabile del progetto Lovegiver Max Ulivieri, l’avvocato Federico Donelli e la psicoterapeuta Paola Perini. È poi seguita la visione del film “Because of my body” sulle medesime tematiche, seguito dal dibattito insieme al regista Francesco Cannavà.

Alla presenza degli assessori alle Politiche Sociali Cristina Coletti e alle Attività Produttive Angela Travagli, si è presentata a una platea interessata, la figura e l’esperienza dell’O.E.A.S. (Operatore all’assistenza all’emotività, all’affettività e alla sessualità), operatore, formato da un punto di vista teorico e psico-corporeo sui temi della sessualità, che accompagna e aiuta le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva nel diritto di sperimentare la propria esperienza erotica, sessuale e affettiva.

“Ringrazio il Garante delle persone con disabilità – ha detto l’assessore Travagli – per avere proposto questo tema, perché è un tema molto difficile, che non viene normalmente preso in considerazione e che invece dà una grande dignità alle persone. Questa proposta del Garante è stata per me visionaria, rivelandosi attenta non solo agli ostacoli, ma all’essere umano più profondo”.

“Disabilità e sessualità – ha sottolineato l’assessore Coletti – sono due concetti che racchiudono allo stesso tempo rispetto ed educazione, a cui solo un paese civile può darne la massima espressione. Dobbiamo porci, come società civile, l’obiettivo di abbattere lo stereotipo che continua a essere ingombrante e che vede le persone con difficoltà e disabilità assoggettate all’asessualità, o comunque non idonee a vivere e sperimentare la sessualità. Solo così, come Istituzioni, possiamo sostenere concretamente la parità dei diritti delle persone disabili anche negli aspetti riguardanti la sfera più delicata delle relazioni interpersonali: l’affettività, la sessualità e la genitorialità”.

“L’incompatibilità di associare i concetti di disabilità e sessualità è un tabù che va sfatato, perché il diritto agli affetti e all’emotività è fondamentale”, ha fatto notare Carlos Dana.

“L’assistenza alla sessualità a persone con Disabilità – è stato sottolineato – rappresenta un concetto che racchiude allo stesso tempo rispetto ed educazione, che solo per un paese civile può rappresentare la massima espressione del diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale”. A oggi, tale professionalità non viene ancora riconosciuta dal punto di vista legislativo, al contrario di altri paesi europei, creando di fatto emarginazione affettiva e relazionale che etichetta le persone con disabilità, sia di carattere fisico che di natura psichica, come eterni bambini, violando con ciò diritti costituzionalmente garantiti” (Ddl S. 1442).

Nel corso dell’incontro è stato lanciato l’appello affinché si proceda sia a livello istituzionale che a livello culturale a un maggior riconoscimento della figura dell’O.E.A.S., che ha preparazione adeguata e qualificante per promuovere l’educazione sessuo-affettiva, indirizzando al meglio le energie intrappolate all’interno del corpo della persona con disabilità. È stato questo il punto focale dell’intervento di Caterina di Loreto, OEAS formata, che ha parlato della sua esperienza educativa di tirocinio, dopo aver frequentato il corso promosso, appunto, dall’associazione Lovegiver.it.

Si è trattato di un importante esempio di come, a partire da una conferenza divulgativa, possono derivare conseguenze concrete. L’appello lanciato da Max Ulivieri e Carlos Dana è stato infatti accolto con interesse dalle figure istituzionali presenti, che si sono rese disponibili a proseguire il percorso, concordando future sperimentazioni e percorsi formativi a livello locale di questa figura, insieme alle associazioni e alle famiglie delle persone disabili.

Per info: sito web www.oeas.it e www.lovegiver.it

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