Disastro Carife: ecco gli “aiuti umanitari”

01 carife destino segnatoVerranno annunciate entro la settimana le misure che il governo intende mettere in campo per i risparmiatori – azionisti e obbligazionisti subordinati – che hanno visto azzerati i propri investimenti a seguito del decreto salva-banche del 22 novembre scorso.

Come sappiamo, tra le banche coinvolte nel decreto del 22 novembre figura anche la Cassa di risparmio di Ferrara. Il governo sarebbe orientato a mettere a punto un fondo di solidarietà che potrebbe coprire il 20% circa del denaro perduto da coloro che possedevano obbligazioni subordinate delle due banche. Il fondo potrebbe ammontare a 100 milioni di euro circa, finanziati in parte con risorse pubbliche, in parte dal sistema bancario. Il ministro dell’economia Padoan, parlando da Bruxelles, dove si trovava ieri per partecipare al vertice Ecofin dei ministri economici europei, ha precisato che l’operazione va considerato un aiuto di carattere umanitario alle fasce di risparmiatori più deboli, e non un rimborso o un indennizzo: come tale non dovrebbe incorrere nelle obiezioni europee contro gli aiuti di Stato.

Intanto, il Movimento cinque stelle ha rilanciato, con una conferenza stampa alla Camera, le proprie proposte, alternative alle misure del governo: le banche andrebbero salvate con un intervento del fondo interbancario di garanzia sui depositi, come si stava tentando di fare per Carife, oppure con un prestito di Stato, come si fece per il Monte dei Paschi di Siena; i risparmiatori che hanno perduto il proprio denaro andrebbero risarciti riducendo i dividendi che la Banca d’Italia riconosce ai propri soci, cioè le altre banche italiane. “Bisogna intervenire – hanno detto i rappresentanti del movimento cinque stelle, criticando duramente il governo – perché quanto accaduto mina profondamente la fiducia di tutti i risparmiatori nel sistema bancario italiano”.

Domani invece il dibattito è destinato ad accendersi in consiglio regionale durante il question time: la Lega nord chiederà al presidente della regione di sollevare la questione di legittimità costituzionale rispetto al decreto 183, il cosiddetto salva-banche. Aggiunge Fabbri: ““I risparmiatori traditi vanno risarciti. Tutti, senza discriminazioni. Il premier dovrebbe risarcirli di tasca propria”.

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