Discoteche, prosegue la polemica politica

Non si placano le polemiche, in primis di natura politica, dopo la decisione del Governo di chiudere le discoteche, in seguito alla crescita dei contagi da covid 19 degli ultimi giorni.

Se a livello nazionale la destra contesta la scelta netta dello stop forzato mentre la sinistra ritiene doverosa la chiusura, tra gli addetti ai lavori chi fa discutere è in primis Linus, che pur alla non più giovane età di 62 anni resta un punto di riferimento per molti giovani, nonchè direttore di Radio Deejay.

Linus contesta alla base la scelta di aver riaperto i locali, definiti come luoghi di aggregazione e quindi difficili nel gestire una separazione tra i frequentatori. Il direttore di Radio Deejay fa riferimento a Ibiza, luogo simbolo delle discoteche che quest’anno ha fatto la scelta di tenere chiusi i locali e ripensare ad una estate diversa.

Intanto, in ambito locale, dopo il post provocatorio del vicesindaco Nicola Lodi e la risposta del Comitato provinciale di Articolo 1, ad intervenire è la consigliera capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale Paola Peruffo.

“Non voglio ricercare facili consensi nel criticare il Governo in quella che continua a essere una complessa fase gestionale legata all’emergenza Covid-19, in prossimità (o meno) della c.d. seconda ondata di contagi” – dichiara – “Difficile però non rimanere sorpresi – come osservato da più parti – dalle decisioni in merito alla chiusura delle discoteche. Che fossero luoghi di aggregazione, lo si sapeva fin dall’inizio, così come pure è difficile/impossibile pensare che i giovani, che frequentano i locali allo scopo di divertirsi e socializzare, mantengano distanze idonee tra loro”.

La consigliera “da cittadina e genitore si chiede cosa spinse a prendere la decisione di aprire le discoteche, quando scuole e università continuavano a rimanere drasticamente chiuse ed auspica che il Governo faccia un ulteriore sforzo per sostenere non solo i gestori dei locali, ma anche tutti i lavoratori a essi collegati, affinchè ottengano aiuti idonei a sopperire alla mancanza di lavoro e di introiti”.

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