Disoccupati, si sfiora l’11%

Il tasso di disoccupazione in Italia resta molto elevato, lo certificano i dati Istat aggiornati al 31 agosto. I disoccupati nel nostro Paese sono il 10,7%, una percentuale che aumenta moltissimo se si considerano soltanto i giovani tra i 15 e i 24 anni, tra i quali il tasso disoccupazione è pari al 34%: un giovane su tre non ha un lavoro.

Tutti segnali estremamente negativi, i peggiori dal gennaio del 2004, quando l’Istat iniziò a rilevare il tasso di disoccupazione in Italia con periodicità mensile.

A questi se ne aggiunge un altro, relativo al tasso di inattività: le persone che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano, magari perché hanno perso fiducia nella possibilità di trovarne uno, sono il 36% della popolazione italiana in età lavorativa. La disoccupazione dunque continua a crescere, in Italia, sia per le donne sia per gli uomini; una situazione, quella italiana, in cui si riflettono anche i livelli di disoccupazione registrati localmente.

Questi dati, estremamente negativi, sono infatti in qualche modo confermati dalla situazione ferrarese: in provincia di Ferrara sono circa 32mila, secondo l’ultimo dato registrato dall’amministrazione provinciale, i disoccupati iscritti nelle liste di collocamento dei Centri per l’impiego secondo l’ultimo dato disponibile che risale al 30 giugno del 2012 . Il loro numero è aumentato, di circa 4000 unità rispetto alla stessa data del 2011, e addirittura di dodicimila unità se il confronto lo si fa con il 2008 e il 2009, i primissimi anni della crisi economica.

I settori più penalizzati, a Ferrara come nel resto d’Italia, sono quello dell’industria manifatturiera e quello dell’edilizia.

La situazione occupazionale, come emerge dal rapporto provinciale, si è ulteriormente aggravata in provincia di Ferrara dopo il sisma di fine maggio, che ha indotto numerosissime imprese a richiedere la cassa integrazione per i propri dipendenti, anche in settori tradizionalmente meno colpiti dalla crisi (attività associative, alloggio e ristorazione). Da giugno a settembre, sono 513 le imprese che hanno fatto istanza di cassa integrazione, coinvolgendo circa 7140 lavoratori. Non sono soltanto aziende che hanno subito direttamente i danni del sisma – a Ferrara e nell’alto ferrarese –  ma anche imprese di territori limitrofi, che fornivano servizi o prodotti semilavorati alle aziende del cratere del terremoto.

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