Domani alle 18 presentazione del libro di Paolo Berizzi “È gradita la camicia nera” presso la libreria Libraccio di Ferrara

Domani, venerdì 29 aprile alle 18, presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino della Libreria Libraccio di Ferrara in collaborazione con la scuola secondaria di I grado T. Tasso si terrà l’evento “1922/2022 cento anni contro il fascismo”. Paolo Berizzi presenta “È gradita la camicia nera. Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa”, Rizzoli. Introduce Vittorio Orlandini (rappresentate UDU Università di Ferrara). Dialoga con l’autore Antonella Guarnieri (Storica e Responsabile Museo del Risorgimento e della resistenza).

Nel cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell’estrema destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano “una squadra a forma di svastica”, tradizionalisti cattolici nemici giurati dell’illuminismo, dello Stato unitario e del “dilagante progressismo ecclesiale”, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di cene e gite in cui “è gradita la camicia nera” entrano in consiglio comunale nella lista del sindaco, organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della commissione sicurezza, finiscono a capo dell’Istituto per la storia della Resistenza…

In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e le contraddizioni di una città unica. Riavvolge il filo che risale non solo ai tempi della repubblica di Salò, di cui Verona fu una delle capitali, ma addirittura agli albori del movimento fascista, visto che quello di Verona fu, nel 1919, il “fascio terzogenito”, nato appena due giorni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento in piazza San Sepolcro a Milano.

Mostra il fertile terreno di coltura che ha alimentato l’eversione nera, da Ordine Nuovo alla Rosa dei venti al Fronte Nazionale di Franco Freda, o i deliri dei due serial killer che, firmandosi Ludwig, intendevano ripulire il mondo dalla “feccia morale e sociale”, sterminando prostitute, omosessuali, senzatetto, tossicodipendenti, presunti viziosi, preti scomodi. Fotografa un presente in cui la destra radicale monopolizza il tifo calcistico, le proteste ai tempi della pandemia, eventi come il Congresso mondiale delle famiglie. Veronaè oggi l’immagine di un possibile futuro per l’Italia e per l’Europa, e questo libro è un invito a non distogliere lo sguardo.

Paolo Berizzi è laureato in Filosofia all’Università Statale degli Studi di Milano, ha iniziato l’attività giornalistica a 17 anni, durante gli studi liceali. Nel 2000, dopo numerose esperienze in altre testate giornalistiche e radiofoniche, viene assunto a “La Repubblica”, divenendo inviato speciale nel 2009. Scrive di cronaca e politica ed è autore di numerose inchieste, interviste esclusive e scoop. Per “Repubblica” si è occupato a lungo, tra i vari temi, di contraffazione e sofisticazione alimentare, lavoro nero e caporalato, terrorismo di matrice islamica, criminalità organizzata, devianza giovanile, droga, narcotraffico. Tuttavia, è conosciuto soprattutto per il suo lavoro di indagine sul neofascismo.

Berizzi è autore di numerose opere tra cui: Il mio piede destro. La vera storia di Antonio Cassano, campione fuori (con Dario Cresto-Dina per Dalai Editore, 2008), La bamba. Dalla foglia al naso del mondo. Viaggio nella «via della coca» e nelle vite dei suoi schiavi (con Antonello Zappadu per Dalai Editore, 2012), NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista (Baldini + Castoldi, 2018), L’educazione di un fascista (Feltrinelli, 2020) e È gradita la camicia nera. Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa (Rizzoli, 2021).

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