Giornata nazionale educazione e prevenzione contro violenza nei confronti operatori sanitari e socio-sanitari

“I professionisti sanitari sono esposti a numerosi fattori che possono arrecare un danno alla propria salute e sicurezza. Tra questi vi è il rischio di incorrere in un’esperienza di violenza che può essere costituita da un’aggressione di natura verbale oppure fisica. Location, dimensione ridotta degli spazi, tipo di cure fornite, aspetti del carattere psico-emozionale della persona (come manifestazioni in seguito ad un evento stressante: tensione, stress, rabbia, confusione, sentimenti di perdita), tempi di attesa, sovraffollamento e gestione di specifiche problematiche, risultano i fattori che influenzano maggiormente i comportamenti violenti dei singoli utenti. Un professionista sanitario è esposto circa 16 volte di più rispetto a qualsiasi altro lavoratore. Gli infermieri sono classificati come la categoria più a rischio, con una suscettibilità 3 volte maggiore rispetto agli altri professionisti della salute”. Sono le parole della prof.ssa Rosa Maria Gaudio – Risk Manager dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e della dott.ssa Teresa Matarazzo – Presidente Comitato Unico di Garanzia (CUG) e Referente Aziendale Equità.

Nel 2007, il Governo Italiano pubblicò la Raccomandazione n.8, nella quale si incoraggiava l’analisi dei luoghi di lavoro, dei rischi correlati e l’adozione di programmi volti a prevenire gli atti di violenza e attenuarne le conseguenze negative, evidenziando gli “eventi sentinella”, in quanto segnali della presenza nell’ambiente di lavoro di situazioni di rischio.

Nel maggio 2010, la Regione Emilia-Romagna ha fatto propri i contenuti ministeriali sottoscrivendo una Raccomandazione per la prevenzione della violenza nelle aziende sanitarie regionali, le quali dovevano impegnarsi ad aumentare la conoscenza del fenomeno e dei suoi determinanti, fornendo competenze agli operatori per valutare, prevenire e gestire tali eventi così da consentire la riduzione del rischio di comportamenti aggressivi. Si intendeva anche promuovere il supporto psicologico e la tutela legale dei lavoratori, con l’impegno da parte dell’azienda ad un’azione efficace di supporto.

Nel 2014 l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha costituito un gruppo di lavoro che ha elaborato una procedura interaziendale: “Prevenzione, Gestione e Monitoraggio degli eventi etero-aggressivi rivolto agli operatori”. Questa procedura prevede l’attuazione di alcuni interventi di carattere tecnico-strutturali finalizzati a ridurre la probabilità e le eventuali conseguenze di atti di violenza. Nel 2019 hanno inoltre preso il via corsi di formazione, rivolti a tutti gli operatori sanitari, sulle strategie relazionali per migliorare le competenze di comunicazione, prevenzione e gestione dei conflitti.

La legge 113/2020 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni” ha costituito momento fondamentale che dimostra l’impegno delle Istituzioni nel garantire protezione e sicurezza a questo settore; si mantiene comunque la necessità di continuare tutte le azioni possibili per diffondere la conoscenza del valore immenso che ha la nostra sanità e di quanto indispensabile sia il lavoro di chi vi opera.

Oggi, venerdì 11 marzo si è svolta la prima riunione di insediamento dell’“Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie”, istituito dal Ministero della Salute – con compiti di monitoraggio degli episodi di violenza commessi e gli eventi sentinella; di promozione di studi e analisi per la formulazione di misure idonee a ridurre i fattori di rischio e monitorare l’attuazione di queste, di promozione sulla formazione, sulla sicurezza e gestione delle situazioni di conflitto – del quale fa parte anche la dott.ssa Teresa Matarazzo.

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