Donazione al 118: fondi per emergenza e defibrillatori

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L’Eredità dell’avvocato Rosanna Masotti a sostegno della rete dell’emergenza provinciale. 100mila euro a favore del servizio del 118 di Ferrara: defibrillatori, corsi di formazione e l’acquisto di un auto medica.

30mila euro in defibrillatori semi-automatici-esterni da distribuire in posti frequentati dal pubblico; 10mila euro da impiegare nella formazione continua, al loro corretto utilizzo, degli agenti delle forze dell’ordine; 10mila in attrezzature, 10mila euro in corsi di formazione per i soccorritori e 40mila euro per l’acquisto di un’auto medica.

Queste le donazioni alla rete dell’emergenza provinciale del 118 da parte di Alessandro Bighi, l’avvocato curatore dell’eredità giacente di Rossana Masotti (primo giudice donna a Ferrara che poi scelse la carriera di avvocato) che dopo la sua scomparsa, nel 1999, lasciò una cospicua eredità, in parte in beneficenza.

In questi giorni arriveranno i primi sei nuovi defibrillatori: uno nell’area accoglienza del nuovo ospedale di Cona, dove è già stato formato il personale; uno a Palazzo Diamanti; uno nel campo sportivo di Via Frutteti ed uno in quello copparese di Sabbioncello S.Pietro mentre altri due andranno ai lidi. Ma secondo i programmi decisi dall’Asl di Ferrara arriverà un defibrillatore anche al Museo Archeologico di Spina.

Nel 2010, a Ferrara, tra le cause di decesso al primo posto vi sono state quelle per le malattie dell’apparato cardio-circolatorio (1.789) seguite dalle neoplasie (1.448).

Nel Paese, in un anno anno, si registra un caso di morte cardiaca improvvisa ogni mille abitanti ma l’incidenza, nella provincia estense è più alta, 1,5 ogni mille abitanti. Nonostante ci sian un percentuale di casi il cui ogni intervento è inutile con il defibrillatore le morti che si possono evitare sono dell85%.

Sull’emergenza territoriale l’Azienda Usl di Ferrara sta investendo da tempo, a partire dal budget che mette a disposizione, il più alto del suo bilancio. Non solo per mezzi e strumenti ma soprattutto per la formazione continua. Fondamentale infatti è saper utilizzare il defibrillatore, piccolo congegno che può essere in grado di usare chiunque, dopo formazione base. Sono sempre di più infatti le persone la cui attività lavorativa prescinde dal contesto sanitario e mettono a disposizione del prossimo un defibrillatore: associazioni onlus, luoghi pubblici commerciali come negozi e supermercati, istituti scolastici. Sono operatori laici che restano in contatto con il 118 di Ferrara, contribuendo a creare una rete di collegamento a copertura del territorio. Niente è peggio infatti di avere a disposizione un defibrillatore e non saperlo usare in caso di emergenza e non riuscire a salvare la vita di una persona. Fu proprio l’episodio della vita salvata all’ipercoop di Ferrara, un cliente in arresto cardiaco e l’uso celere del defibrillatore da parte dipendente formato, che hanno suggerito ad Alessandro Bighi di destinare parte dell’eredità Masotti all’emergenza di Ferrara.

A metà ottobre ci sarà la settimana europea della rianimazione cardio-polmonare: in piazza municipale, sabato 19 ottobre, istituzioni, scolaresche, sportivi e semplici cittadini potranno avvicinarsi al tema dell’emergenza e capire che chiunque può fare un massaggio cardiaco, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

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