Donna di 91 anni per 19 ore al PS: la risposta dell’area comunicazione az. ospedaliera S.Anna

Area comunicazione azienda ospedaliero universitaria di Ferrara risponde al servizio “Nostra madre di 91 anni per 19 ore al Pronto Soccorso in barella”, ecco il testo integrale della risposta:

La signora è arrivata in PS alle 18.21 del 23/3 per trauma cranico e contusione alla spalla sinistra.

La signora, affetta da decadimento cognitivo, è in terapia anticoagulante orale, per cui è stata valutata dall’infermiere di triage sia per il trauma alla spalla sia, e soprattutto, neurologicamente per il trauma cranico subito. Alla signora è stato assegnato un codice azzurro.

I parametri vitali rilevati erano nella norma, per cui è stata posta in osservazione con accanto la figlia.

Durante la notte è stata rivalutata dagli infermieri che non hanno rilevato né alterazioni neurologiche attribuibili al recente trauma cranico né modifiche dei parametri vitali. Il tutto è stato annotato nella scheda infermieristica per la successiva valutazione medica.

Alle ore 6, dopo osservazione e dopo visita medica, sono stati richiesti molteplici accertamenti radiologici e una tac cerebrale per valutare eventuali esiti da trauma cranico. A tal proposito è opportuno segnalare che ai pazienti senza alterazioni neurologiche acute attribuibili al trauma ma in terapia anticoagulante orale il protocollo clinico è indicata l’effettuazione di una tac fra le 6 e le 12 ore dal trauma.

Oltre agli accertamenti radiologici e alla TAC sono stati chiesti ulteriori esami ematochimici. Rilevato che gli esami di controllo richiesti sono risultati nella norma e la Tac cerebrale è risultata negativa, la signora è stata dimessa dopo una ulteriore rivalutazione che ha evidenziato che non erano emersi problemi neurologici.

Ai famigliari sono state fornite le istruzioni previste per i casi di trauma cranico e le indicazioni riguardo la ripresa della terapia anticoagulante orale che era stata sospesa, per precauzione, dopo il trauma.

Durante la fase di osservazione e cura è stata fornita assistenza completa.

La situazione clinica del paziente ha richiesto il monitoraggio, l’esecuzione di accertamenti ed un controllo dei parametri vitali oltre al mantenimento di una stretta sorveglianza visiva.

Degli accertamenti eseguiti e dell’esito degli stessi, è stata poi data completa informazione alla familiare.

Si ritiene corretto informare che in quelle ore in pronto soccorso, contemporaneamente alla signora, erano presenti oltre 70 pazienti che sono stati tutti assistiti, presi in carico e visitati dal personale in servizio.

Alla signora è stata assicurata ogni assistenza clinica assistenziale nei tempi necessari per l’osservazione e la valutazione di una paziente anziana con trauma cranico e soggetta a terapia anticoagulante.

Si ricorda, infine, che il codice azzurro è stato introdotto dalle linee di indirizzo per il triage nei pronto soccorso dell’Emilia-Romagna e viene attribuito ai casi clinici che presentano un’urgenza differibile.

Come già riferito in più occasioni, il tempo di attesa è conseguente al livello di criticità di chi arriva in pronto soccorso, al numero di casi complessi con codici alti contemporaneamente presenti e all’impegno assistenziale dei casi trattati.

Ulteriore elemento che ha influito, come noto, sui tempi di attesa in PS è la separazione dei percorsi dei pazienti legata alla pandemia covid-19.

Attualmente in pronto soccorso generale sono attivi percorsi distinti a partire già dal triage, con una rivalutazione durante l’attesa.

E’ riscontrabile che nel periodo in cui la signora è stata in osservazione sono stati trattati un elevato numero di pazienti con codici di alta gravità/complessità e criticità vitale (rossi e arancioni).

Area Comunicazione Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara

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