Donne e Giovani a rischio NEET – VIDEO

Senza lavoro non c’è né autonomia, né futuro. I dati più allarmanti  nel nostro Paese riguardano le donne e i giovani, con i quali  il ceto politico nostrano ha molti “debiti”. L’astensionismo diffuso è una spia di sfiducia e di malessere che  le forze politiche dovrebbero tenere in considerazione non soltanto in campagna elettorale, dove alle promesse da Eldorado, i cittadini più avveduti credono sempre meno. Come rivela un recente sondaggio, Ipsos/Fiscal Focus sulla fiducia nelle promesse fiscali dei partiti in lizza.

Da Openpolis  https://www.openpolis.it/in-ue-le-donne-sono-piu-esposte-alla-poverta/

Oltre al fatto che in Italia le donne occupate (vedi articolo del 5 Settembre) sono meno della metà dell’intera popolazione femminile in età da lavoro,  nella fascia di età 24 – 35 anni  abbiamo il  maggiore livello di precarietà. Più di un terzo delle dipendenti di questa fascia di età è a tempo determinato, contro il 20% dell’Europa. Inoltre a scegliere il part time volontario, spesso senza alternative,  è ancora il doppio delle donne rispetto all’Europa. Sulle paghe il discorso è obsoleto: sono basse e non adeguate alle competenze.

La presenza di figli contribuisce ad aggravare  il quadro, se solo pensiamo che  una donna su cinque lascia il lavoro alla nascita del figlio e che il tasso di occupazione delle donne con figli piccoli è molto più basso di quelle senza figli.
In Italia, inoltre,  solo il 30% delle lavoratrici lavorano nella PA, nella Sanità, assistenza o nel settore dell’istruzione, contro il 38% dell’Europa. Per esempio in Francia sono il 45% e in Germania il 40%. Siamo, quindi,  sottodimensionati in questi settori.
Ma non basta. Un terzo delle giovani da 30 a 34 anni ha la laurea contro il 20% degli uomini. Ma sono ancora tanto più indietro delle europee, che si collocano al 47%, con la Francia al 54%. Qui il problema non è solo  l’accesso delle donne alle materie scientifiche, ma  il tasso in calo per maschi e femmine di iscrizioni  all’università e di laureati.

Il guaio è che da noi scuola, istruzione, formazione, studio sono avvertiti come un peso, un sacrificio e spesso non necessario per ottenere un lavoro dignitoso e pagato.

Questo è un male di natura culturale, quindi  difficile da estirpare: non basta un discorso, uno spot, una riforma, dovrebbe cambiare l’orientamento culturale dell’opinione pubblica, perchè chi è stato tenuto lontano dalla conoscenza,   non ne conosce il valore,  la bellezza, il piacere, né i vantaggi,  quindi finisce per screditarne il ruolo  e misconoscerne l’utilità.L'orientamento allo studio e al lavoro per pianificare la tua carriera - WeCanJob.it

In ogni caso se il lavoro continuerà ad essere un’araba fenice, per pochi privilegiati o se diventerà per molti un oscuro oggetto del desiderio sempre meno facile da trovare, potrebbe essere  vissuto, al pari della scuola,  come un peso, una realtà da cui si è respinti, per la quale non vale la pena darsi da fare. E’ la scelta dei Neet.

Di qui un atteggiamento di estraneità, che esclude soprattutto i giovani da un impegno  vissuto in sintonia con la collettività . Il rischio è drammatico: la sfiducia può spingere ad evitare studio e lavoro. Potrebbe diventare preferibile cercare un posto in una qualche graduatoria  della assistenza pubblica.

L’astensionismo  diffuso tra i giovani è una spia di sfiducia e di malessere. I giovani sotto i trent’anni oggi si sentono scarsamente rappresentati dalla politica, che quando si rivolge a loro , come in questa campagna elettorale, lo fa per catturarne i voti.  Manca un dialogo che si mantenga costante nel tempo. Manca l’ascolto dei loro bisogni,  che non può essere soltanto di spettacoli di massa attorno alle star della musica pop.

N.d.R.

(1)I NEET sono giovani che non studiano, non hanno un lavoro e non sono impegnati in percorsi formativi, l’acronimo  sta per “Not in Education, Employment or Training” e fotografa una condizione di esclusione tale da favorire l’avvio di carriere criminali.  https://www.lenews.info/

Per coinvolgere i giovani in Italia sono stati lanciati diversi progetti, uno di questi è la piattaforma “MiAssumo” – digitale, gratuita e di gaming. “MiAssumo”  accompagna gli studenti dalla scuola media fino all’Università attraverso meccanismi di gamification e giochi di ruolo aiutandoli a riconoscere le loro competenze e a riassumerle in un curriculum. https://miassumo.com

VIDEO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.