Donne e media: 2013 anno cruciale. Domani l’assemblea UDI

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Domani assemblea annuale dell’UDI sul tema Donne e Media: un tema cui l’Udi di Ferrara ha dedicato quest’anno un’attenzione particolare, che è culminato nell’iniziativa del 2 dicembre CON L’INCONTRO  “Comunicazione e violenza di genere” alla sala della Musica del Chiostro di San Paolo promosso da Comune e Provincia di Ferrara, Centro Donna Giustizia e Udi Ferrara.

Nel 2013 sono stati fatti progressi importanti nel l nostro paese per quanto concerne il contrasto al fenomeno della violenza di genere: è stata ratificata la Convenzione di Istanbul, è stato promulgato un decreto ad hoc, poi trasformato in legge a ottobre,  le istituzioni, i media, il teatro,  tutti ne hanno parlato,  eppure, paradossalmente, il numero di femminicidi nel 2013 è stato superiore rispetto al 2012.

Un dato che  la dice lunga sulla difficoltà di aggredire un fenomeno drammatico per ridurne gli effetti devastanti non solo per le vittime , ma per l’intera società. Si stimano in 17 miliardi di euro i danni legati a violenze psicologiche, fisiche, economiche, culturali, una quantificazione che non dice nulla sulle conseguenze che tale violenza produce in termini di sofferenze individuali, familiari. Quale effetto hanno sulle giovani generazioni le cronache delle aggressioni di cui tante donne sono vittime in quanto donne?

Il 2013 a Ferrara è stato segnato anche a Ferrara da conquiste significative: la carta della parità di diritti sul lavoro,  la sottoscrizione da parte del sindaco e della presidente della provincia della Convenzione “No More” contro la violenza alle donne e il femminicidio: un fatto importante che ha sottolineato una volta ancora l’impegno sul tema dell’Udi ferrarese, del Centro Donna Giustizia e delle associazioni femminili ferraresi tra le quali la rete Dire , che riunisce i Centri antiviolnza sul territorio nazionale.

Parola d’ordine ,accolta come impegno civile ed etico da parte degli aderenti  a No More, combattere l’isolamento delle donne che subiscono violenza e spesso non hanno il coraggio di denunciare, oppure non hanno a chi denunciare senza correre altri rischi.

Il percorso dell’Udi parte  da lontano  e non  dimentica la necessità di avere uno sguardo largo e aperto sul mondo, per fare delle lotte delle donne per la parità dei diritti non un’occasione di pura rivendicazione, per quanto sacrosanta, ma di recupero di valori, sentimenti, competenze, idee, risorse di cui il mondo femminile è portatore.   Un auspicio che oggi nasce anche dalla speranza che l’esperienza e il contributo delle donne possano Non solo aiutare il Paese ad uscire dalla lunghissima crisi economica, ma l’intera  società a ripensare i propri fondamenti culturali.

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