Draghi alla Camera: recovery plan e riforme fra gli obiettivi principali del programma di governo

262 i Sì incassati ieri a Palazzo Madama dal programma di governo presentato in Senato dal Presidente del Consiglio, 40 i voti contrari, gli astenuti. Tra i voti contrari, ai 19 esponenti di FdI si sono aggiunti 15 senatori M5S, oggi espulsi dal Movimento, 6 senatori del gruppo del Misto, tra cui due senatrici della componente Leu. Gli astenuti sono una senatrice del Misto e uno delle Autonomie (componente Uv). Oggi dibattito e voto alla Camera. Dopo le dichiarazioni di voto dalle 18.30 alle 20, quando la prima chiama per la fiducia è attesa a partire dalle 20.

Il presidente del Consiglio si è presentato questa mattina a Montecitorio per l’ultimo passaggio parlamentare. Draghi non ha ripetuto l’ intervento fatto ieri in senato, avendone consegnato ieri il testo alla Camera, ma ha replicato nel pomeriggio alle 18, al termine del lungo dibattito parlamentare, che ha sottolineato i passaggi cruciali del programma di Governo. Fra questi la riscrittura del Recovery Plan, le misure per il rilancio dell’economia, la riforma della giustizia,del fisco, della P. A. il nodo della transizione ecologica, vaccinazioni, scuola, lavoro. Sottolineati da più interventi il nuovo clima instaurato dalla nuova compagine di governo, si è parlato di nobile silenzio, di assenza dei social, del confronto politico senza risse, di una emotività ispirata al senso di responsabilità costituzionale e al rilievo del compito da affrontare.

Tra i temi più importanti quello del Recovery Plan, dal cui programma deve partire la ripresa del Paese e l’uscita dall’emergenza.

Il governo indicando la necessità di rafforzare la dimensione strategica del Programma e le riforme che esso prevede, sottolinea gli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G.

Affida allo Stato il compito di utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, ma anche quelle dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione, avendo di mira i risultati da raggiungere già nel 2026, per puntare su risultati a più lungo raggio nel 2030,anno di riferimento dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e il 2050 anno in cui l’UE intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti.
Quanto alla Governance il governo ne precisa l’affidamento al ministero dell’Economia e Finanza, in collaborazione con i ministeri competenti e un link diretto con il Parlamento . Strettamente connesso al programma del next generation le riforme, dalla Pubblica Amministrazione, troppo fragile per affrontare le sfide del Paese, sia per quanto riguarda la connettività, che le competenze, un rapporto più fluido con i cittadini, la trasparenza e la semplificazione come strumenti per contrastare la corruzione. .
La riforma del Fisco con un richiamo importante all’opportunità di procedere non a singole riforme ma con una revisione del sistema tributario nel suo complesso
Infine la riforma della Giustizia civile e penale necessaria per rendere più efficiente il sistema giudiziario e favorire la repressione della corruzione. Nella replica il tema del Sud e la volontà di mettere in primo piano legalità e sicurezza. L’approfondimento sulla necessità di utilizzare la riforma della P.A. per evitare di favorire fenomeni corruttivi.

Sullo sport, Draghi è intervenuto per chiarire la posizione del governo: “Ne conosciamo il valore salutistico, formativo e culturale e l’importanza dei grandi eventi sportivi.

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