Governo Cottarelli: snello, neutrale, con pochi ministri, davanti alle Camere in settimana

Sarà presentata al Quirinale in tempi strettissimi, forse anche entro la settimana, la lista dei ministri che Carlo Cottarelli, incaricato questa mattina di formare un nuovo governo, dopo la rinuncia di Giuseppe Conte, si sta accingendo a sottoporrre al vaglio del Presidente della Repubblica.

Se questo avvenisse in serata, il giuramento e la richiesta di fiducia alle Camere potrebbero essere fissati entro la settimana.

 


 

Una crisi record, quella che ci ha accompagnato in questi quasi tre mesi di ricerca di una possibile maggioranza parlamentare in grado di sostenere un nuovo governo per il Paese. Fallito sul no al nome –diktat di Paolo Savona all’Economia, il tentativo affidato a Giuseppe Conte, tramontato il contratto di governo fra M5Stelle e Lega, Carlo Cottarelli si è impegnato a formare un governo che se riceverà la fiducia delle Camere durerà fino ai primi mesi del prossimo anno, sennò porterà il Paese di nuovo alle urne dopo l’estate. Non sarà un governo “balneare”, ma sarà un governo neutrale rispetto al dibattito politico, con un economista a Palazzo Chigi pronto a rappresentare il Paese negli imminenti appuntamenti in Europa. Questa mattina l’incarico, dopo un’ora e mezza circa di dialogo, poi la dichiarazione alla stampa di Carlo Cottarelli che si è detto “molto onorato dell’incarico”.

mattarellaDue le ipotesi del governo della cui formazione è stato incaricato Carlo Cottarelli, economista di caratura internazionale, noto in Italia come “Mister spending revew” per l’incarico che gli diede Enrico Letta nel 2013. La prima è quella di un governo che, dopo avere ottenuto la fiducia del Parlamento eletto il 4 marzo scorso, predisponga la legge di bilancio 2019, quindi la nuova legge elettorale per andare alle urne all’inizio del 2019. La seconda di un governo, che non avendo avuto la fiducia della maggioranza in Parlamento, traghetti il Paese a nuove elezioni , dopo l’estate, con il Rosatellum.

Intanto sul totoministri si fanno i nomi di personalità già “evocate” ai primi di maggio, quando Mattarella, di fronte alle difficoltà dei Cinque stelle aveva ipotizzato un «governo di tregua». Fra questi il nome di Elisabetta Belloni, la prima donna a ricoprire il delicato ruolo di segretario generale della Farnesina, Salvatore Rossi, direttore Generale della Banca d’Italia dal 2013, Lucrezia Reichlin, romana, economista figlia di due comunisti storici (Alfredo Reichlin e Luciana Castellina), docente di Economia alla London Business School, direttrice generale alla Ricerca alla Bce. In lista anche Giampiero Massolo, ambasciatore iper – collaudato, Anna Maria Tarantola, vicepresidente prima di Bankitalia, poi presidente Rai. Su Enzo Moavero Milanese, grande esperto dei meccanismi dell’Unione europea ed ex ministro del governo Letta, aveva puntato, sembrava, anche il governo Lega-5Stelle. Fra i papabili ancora l’ex presidente dell’Istat Enrico Giovannini, il giudice emerito della Consulta Sabino Cassese, Alessandro Pajno, palermitano, 69 anni, presidente del Consiglio di Stato. Ma circola anche il nome per gli Interni di Paolo Tronca, ex commissiario di Roma e del presidente dell’Anac ( Autorità nazionale anticorruzione) Raffaele Cantone.

Ma chi è l’ex “mister spending review“ probabile futuro Presidente del Consiglio dei ministri?

Cottarelli«Mi presenterò al parlamento con un programma che presenti la legge di bilancio e porti il Paese alle elezioni all’inizio del 2019 in caso di fiducia o dopo agosto in caso di sfiducia», ha spiegato Cottarelli, dopo avere ricevuto dal Capo dello Stato l’incarico di formare il governo. « Sarà neutrale, ha precisato il Premier incaricato, assicurerà una gestione prudente dei conti pubblici e riterrà essenziale la partecipazione dell’Italia all’area euro. Mi impegno a non candidarmi e così anche i ministri». Ma chi è Carlo Cottarelli, che, essendo noto in Italia come “Mister spending revew” si è fatto temere o all’opposto amare in questi anni per il rigore con cui ha saputo guardare alla Spesa pubblica del Paese?

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, Cottarelli ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics, ha lavorato nel Servizio Studi della Banca d’Italia (1981-1987), Dipartimento monetario e settore finanziario e dell’Eni (1987-1988).[2]

Dal settembre 1988 lavora per il Fondo monetario internazionale (FMI) nell’ambito del quale ha fatto parte del Dipartimento europeo, del quale è stato vicepresidente; del Dipartimento monetario e dei capitali. E’ stato vicepresidente del Dipartimento Strategia, Politica e Revisione e del Dipartimento Affari Fiscali. Nel 2001 è stato Senior Advisor nel Dipartimento Europeo come responsabile per la supervisione della attività del FMI in una decina di Paesi, ed è capo della Delegazione del FMI per l’Italia e per il Regno Unito. In passato è stato capo delle delegazioni del FMI per diversi Paesi europei tra i quali l’Ungheria e la Turchia. La sua lunga esperienza con vari incarichi di controllore internazionale dei conti pubblici di diversi Paesi hanno indotto l’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta a sceglierlo come Commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica, incarico concluso un anno dopo quando, su nomina del Governo Renzi, è diventato direttore esecutivo nel Board del Fondo Monetario Internazionale. Per questo motivo il 30 ottobre del 2014 ha lasciato l’incarico di commissario alla revisione della spesa. In un’intervista rilasciata poco prima del termine dell’incarico ha parlato della difficoltà a relazionarsi, prima ancora che con il sistema politico, con quello burocratico, a suo dire chiuso ed estremamente impermeabile ad ogni azione finalizzata a modernizzarne l’attività.

Dal 30 ottobre 2017 è il Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, osservatorio dal quale ha fatto i conti in tasca ai programmi presentati dai leader di partito nelle ultime elezioni politiche .

  • Lunedì 28 maggio 2018 – Ore 12 – Mattarella ha conferito l’incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli

E’ delle 13 la notizia del conferimento da parte del Presidente della Repubblica del’incarico di formare il governo a Carlo Cottarelli, un governo che, comunque, se non ottenesse la fiducia, dovrebbe portare il Paese a nuove elezioni dopo il mese di agosto, svolgendo nel frattempo un compito di ordinaria amministrazione.

“Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari – ha detto Cottarelli,dopo avere accettato l’incarico con riserva – lo spread è aumentato, tuttavia l’economia italiana è in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici”.

“Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, ha aggiunto il nuovo premier incaricato, che ha assicurato “tempi molto stretti” per la presentazione della lista dei ministri.ù

  • Lunedì 28 maggio 2018 – Ore 12 – Stop al governo Lega-M5S. Questa mattina Cottarelli al Quirinale

La politica nazionale da ieri sera tiene banco sui media nazionali e locali per la rottura drammatica delle relazioni fra M5S , Lega e Capo dello Stato.

Al centro il brusco arresto, deciso dal presidente della repubblica, del percorso verso il governo guidato dal prof. Conte. “La chiarezza di Mattarella sulle ragioni del suo “no” all’unico nome su cui ha chiesto un cambiamento ha scatenato, infatti, immediatamente, una reazione scomposta e agguerrita a partire da Giorgia Melloni e da Fratelli d’Italia, subito seguita da Salvini e i vertici dei 5Stelle, che hanno minacciato la richiesta di mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica.

Ora, saltato il governo di Giuseppe Conte, toccherà all’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli di mettere insieme un governo per l’Italia? Convocato per questa mattina, l’economista è entrato al Quirinale alle 11.30 e vedremo oggi gli sviluppi di questa convocazione.

Mentre lo scontro politico e istituzionale resta altissimo, oggi lo spread dopo un’apertura al ribasso è tornato a salire.

Di ieri sera dopo le reazioni di sostegno al Presidente della Repubblica da parte del premier Gentiloni, del segretario reggente del Pd, Martina, mentre Matteo Renzi ha accusato Salvini di non volersi assumere la responsabilità di governare e Silvio Berlusconi di essere pronto a nuove elezioni.

Di ieri anche il commento di Alan Fabbri, capogruppo regionale della Lega, che ha accusato il presidente Mattarella, votato dal PD, di avere affondato la democrazia, mentre Ilaria Morghen del M5S definisce il “no” di Mattarella un atto di contrasto alla volontà popolare.

Calvano, che subito ierisera riconosceva al Presidente della Repubblica di avere esercitato in modo impeccabile le proprie prerogative riconosciute dalla Costituzione, sottolinea come mai nessuno abbia osato parole tanto gravi a minaccia delle Istituzioni dello Stato.

  • Lunedì 28 maggio 2018 – Ore 7 – Stop al percorso verso governo M5S-Lega: Conte rimette il mandato. Il “no” di Mattarella, la richiesta di impeachment

E’ stato un susseguirsi di colpi di scena ieri sera, da quando hanno cominciato a viaggiare sul web e sui principali canali televisivi le notizie della convocazione al Quirinale (convocazione che avrebbe dovuto restare riservata) dei due capi politici, Salvini e Di Maio, dei partiti alleati per formare il governo, a quando appena dopo le 19 è diventata ufficiale la rinuncia al mandato del prof. Giuseppe Conte, cui ha fatto seguito la dichiarazione da parte dello stesso Presidente della Repubblica delle ragioni del suo “no” al diktat dei due partiti su Paolo Savona come ministro dell’Economia.

Estremamente esplicita la dichiarazione di Mattarella” Nessuno può dirmi che ho ostacolato la formazione di questo governo nato dall’intesa M5S e Lega, che in campagna elettorale erano stati su fronti opposti….ho accolto la proposta sull’incarico al professor Conte, superando la perplessità che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento, ne ho accompagnato con piena attenzione il cammino …nel rispetto delle regole della Costituzione. Avevo informato i capi dei due partiti e lo stesso presidente incaricato, senza mai ottenere reazioni negative, che avrei esercitato un’attenzione particolare sulle nomine di alcuni ministri… in particolare quello dell’Economia, la cui designazione rappresenta sempre un messaggio immediato di fiducia o di allarme per gli operatori economici…Avevo chiesto il nome di un esponente autorevole della maggioranza di Governo al posto di una personalità, che seppure autorevole, aveva espresso più volte l’ipotesi di un’uscita dall’euro.

“La chiarezza di Mattarella sulle ragioni del suo “no” all’unico nome su cui ha chiesto un cambiamento ha scatenato, però, una reazione estremamente scomposta e agguerrita a partire da Giorgia Melloni e da Fratelli d’Italia, subito seguita da Salvini e i vertici dei 5Stelle, che hanno minacciato la richiesta di mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica. Quasi immediata la reazione di sostegno al Presidente della Repubblica da parte del premier Gentiloni, del segretario reggente del Pd, Martina, mentre Matteo Renzi ha accusato Salvini di non voler assumersi la responsabilità di governare e Silvio Berlusconi di essere pronto a nuove elezioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *