“Drammatizzare il sacro: l’Oratorio musicale a Ferrara nel Seicento”, a cura di Nicola Badolato

E’ stato nuovamente Nicola Badolato, musicologo esperto di musica antica e barocca, professore di Musicologia e Storia della Musica all’Università di Bologna, a condurci per mano ieri in Pinacoteca nazionale a Palazzo dei Diamanti, lungo un percorso musicale che ha avuto al centro il tema dell’oratorio sacro . L’oratorio, genere musicale eseguito in forma di concerto, senza rappresentazione scenica o personaggi in costume, solitamente di soggetto religioso e generalmente composto per solisti, coro e orchestra, è stato al centro della seconda tappa del percorso nella musica devozionale del Seicento italiano che ieri ha toccato in modo particolare il seicento musicale ferrarese.

Il termine oratorio, che indicava in origine uno spazio in cui si riunivano i membri di una confraternita o di una comunità religiosa per pregare, “orare”, nella seconda metà del Cinquecento, a Roma, per iniziativa di Filippo Neri , il santo della “gioia” assunse il significato di un particolare tipo di riunione, dove accanto alla lettura di libri spirituali o passi biblici e l’ascolto di un sermone edificante proprio San Filippo Neri volle inserire la musica come strumento ”per rendere piacevole e amabile la vita devota che dai seguaci del mondo era considerata malinconica e austera”.Di qui il nome di “esercizi dell’oratorio” o, più semplicemente, di “oratorii”.

A Ferrara questo genere di musica sacra ha avuto cultori di prestigio dell’epoca. Fra questi Bernardo Pasquini, di cui è stato portato come esempio ieri Santa Agnese , oratorio sacro eseguito nella chiesa della Confraternita della morte a Ferrara nel 1629, Giovanni Battista Bassani di cui è stato proposto dal prof. Badolato l’oratorio per musica intitolato a Giona, composto per il duca di Modena Francesco II d’Este e La morte delusa dal pietoso suffragio prestato in Ferrara alle anime degli estinti nelle imprese cristiane contro il turco, dedicato a Nicolò Acciaioli, legato di Ferrara.

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