Droga nel ferrarese, marijuana la più consumata. Contrasto al fenomeno da parte della questura

Più di 15 chili e mezzo di marijuana, quasi quattro chili di hashish, 250 piante di cannabis più una trentina di pastiglie sintetiche e tre etti di cocaina, solo due grammi di eroina, tutto questo ha portato a 56 arresti e 25 denunce.

Questa la quantità di droga sequestrata nel 2020 nel ferrarese con i relativi procedimenti penali, numeri riguardanti il fenomeno del consumo nel territorio estense e raccolti dalla questura di Ferrara.

La marijuana resta la sostanza stupefacente maggiormente consumata, seguita da hashish e cocaina.

A Ferrara e provincia, sebbene i mercati della droga al dettaglio per strada siano stati interrotti durante i primi mesi di lockdown e si siano registrate carenze localizzate di stupefacenti, i trafficanti e gli acquirenti si sono adattati sfruttando maggiormente servizi di messaggistica criptata, i social media, servizi postali e di consegna a domicilio.

In generale a Ferrara, in controtendenza rispetto al trend nazionale, nel 2020 è stato registrato un minore interesse dei consumatori per le droghe sintetiche.

Quanto comunque questo fenomeno sia radicato nel territorio estense, lo dimostra l’ultimo arresto da parte della polizia, un ferrarese di 35 anni che, secondo gli agenti, in casa in via Gobetti aveva più di 13 grammi di cocaina e quasi 32 grammi e mezzo di hashish, oltre al materiale per il confezionamento delle dosi e circa 700 euro in contanti, secondo la polizia probabile provento della vendita delle sostanze stupefacenti.

In Italia, comunque, a livello nazionale nel 2020 sono calati i sequestri di hashish, marijuana ed eroina ma è record per quelli di cocaina. Attenzione da parte delle forze dell’ordine al fenomeno delle droghe sintetiche il cui consumo cresce tra i giovani, grazie anche alla rete che ne consente l’acquisto. Si interrompe, dopo tre anni consecutivi di continua crescita, il trend delle morti per overdose. Il quadro emerge dalla relazione annuale per il 2020 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Il questore di Ferrara, Cesare Capocasa, è intervenuto sul fenomeno.

“Molto spesso è il frutto di una crisi complessiva della famiglia, della scuola e delle aggregazioni” sottolinea il questore secondo cui “il tema della domanda di sostanza stupefacente non può non interrogare ognuno di noi. Bisogna recuperare una dimensione di comunità, all’interno della quale le istituzioni riacquistino una valenza di punto di riferimento” conclude Capocasa.

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