Due uomini di grande carisma: Papa Francesco e cardinale Tonini

papa_francesco_1In questi giorni il mondo cattolico italiano è stato scosso da due eventi destinati ad attirare l’attenzione del pubblico attraverso i media, al di sopra del rumore costante e ossessivo delle news che si rimbalzano e inseguono, spesso per lasciare il vuoto dietro di sé. La prima è quella del viaggio in Brasile, universo di laceranti contraddizioni , dove papa Francescola seconda è quella giunta quasi inaspettata, nonostante i 99 anni del presule, della morte del cardinale Ersilio Tonini.

Ci sono figure carismatiche, destinate a lasciare traccia di sé non tanto per quello che dicono, ma per quello che sono e per come sono. E’ il caso, raro in questi tempi di protagonisti costruiti sul nulla, di due figure del mondo cattolico, Papa Bergoglio, il papa venuto dall’Argentina, per scegliere, fin dal nome, Francesco, di ricordare al mondo cristiano, che il primo valore di Cristo, accanto alla fede è la povertà, la vita vissuta nel segno dell’umiltà, dell’amore che non giudica valori che papa Francesco ha confermato fragorosamente anche nell’intervista concessa oggi ai giornalisti che lo hanno accompagnato nel viaggio di ritorno.

Alle domande dei giornalisti, che hanno insistito su quello di cui a Rio de Janeiro non si è parlato, a partire dal tema del giudizio della Chiesa sull’omosessualità, legato, stavolta, alla questione della “lobby gay” in Vaticano, Bergoglio ha fatto una distinzione ancora una volta rivelatrice «Bisogna distinguere tra l’essere gay, avere questa tendenza, e fare lobby. Le lobby, tutte le lobby, non sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore con buona volontà, chi sono io per giudicarlo? Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le persone gay non si devono discriminare, ma si devono accogliere.

Il problema non è avere questa tendenza, il problema è fare lobby e questo vale per questo come per le lobby d’affari, le lobby politiche, le lobby massoniche».  Una voce che sentiamo, comunque, vicina, che non radicalizza, tiene conto di chi ascolta con rispetto, anche se non ne condivide le scelte. Guarda alla purezza delle intenzioni, del cuore. La purezza che abbiamo sentito in questi anni sempre nella voce , sempre vivace, nonostante l’età del cardinale Ersilio Tonini.

Il piu’ anziano porporato vivente Il ‘comunicatore di Dio, ‘ morto a 99 anni a Ravenna. Un sacerdote, prima e un prelato, poi, che ha saputo sempre coniugare la sua identità di pastore di anime con il ruolo di intellettuale al servizio della Chiesa e quello mai dimenticato di cittadino. Un uomo semplice, che ha saputo con l’energia dei modi e la serenità dello sguardo sempre acuto, imprimersi nella nostra memoria come un padre affettuoso, anche nei rimproveri.

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