E’ morta una stella: la sua luce continuerà a splendere. Omaggio a Carla Fracci – VIDEO

Carla Fracci si è spenta all’età di 84 anni, per un male di cui non ha fatto parlare le cronache. Ma non solo per questo la sua morte ci colpisce come un fulmine a ciel sereno, in realtà come per chi raggiunge le vette più alte di ogni arte o mestiere elitario e difficile come era il suo, noi senza averne coscienza la pensavamo eterna, fatta di una  materia che sapeva vincere non solo la gravità, nei volteggi dei suoi balletti, ma anche il tempo.

Energia pura, mentale, come diceva lei, che aveva definito il balletto un’opera della testa più che delle gambe e dei piedi, e insieme una volontà di ferro, la dote che l’aveva portata a soli 22 anni a diventare prima ballerina della Scala, il teatro della sua città, che aveva lasciato per dissapori di lavoro nel 1999 a cui si era avvicinata di recente, invitata a tenere una master class alla scuola di ballo del Teatro, fra ballerine e ballerini già famosi che come tutti nel mondo la consideravano un mito della danza.

Umile e fiera, un grande impegno e la voglia di spendersi in tutto quello in cui ha creduto, l’insegnamento, la politica, la divulgazione, cercata dai più grandi teatri del mondo, Carla Fracci dal quartiere popolare della sua Milano, ha portato a tutti i pubblici del mondo, l’arte della danza, un’arte elitaria e aristocratica per le doti che richiede, dal  fisico sottile, alla grazia,  all’autodisciplina, che in lei erano presenti al massimo grado .

La sua luce continuerà a brillare nel firmamento delle grandi stelle del balletto e dello spettacolo di massa, dove Lei si è espressa senza pregiudizi, accettando con un sorriso vero anche l’ audace e splendida  imitazione pop di Virginia Raffaele sul palcoscenico dell’Ariston al Festival di San Remo.

Ammirata da poeti, grandi attori, celebri figure del mondo della danza, Carla Fracci era amata come donna da tante donne che in lei hanno visto un’icona non solo di bellezza e talento, ma della forza che può sprigionarsi dal cuore e dalla testa delle donne, quando sono libere di esprimersi totalmente.

Ci ha fatto sorridere vederla ballare il can can con Heather Parisi, piroettare con Alice Kessler,  impegnarsi  con Mina e Raffaella Carrà in un elegantissimo tip tap, ci ha emozionato tante volte  come Giselle, come  Giulietta, la bella addormentata e  Cenerentola, ci ha commosso fino alle lacrime il suo dolente saluto alla vita nell’assolo finale de La morte del cigno. Oggi ci commuove la notizia della sua morte, che, tuttavia, come la morte delle stelle, ci lascerà, ne siamo certi, ammirare e rivivere ancora a lungo la sua luce.

Dalia Bighinati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *