Ecco la frase incriminata, a proposito della polemica sul comandante Rimondi

Un caso mediatico fomentato dai social conferma il degrado del confronto politico e svela  l’inutilità di tante conferenze stampa.

Oggi dobbiamo ringraziare il caporedattore del Carlino Ferrara, che decidendo di pubblicare la registrazione da cui è nato il caso mediatico e purtroppo anche politico intorno al comandante della Polizia municipale di Ferrara, ci libererà, si spera, dalle lungaggini dello scontro social, sceso in questi giorni a livelli da querela e di inciviltà.

polizia municipale vigili armatiLa vicenda, di cui non ripercorrerò le tappe, nasce  da una frase infelice, una sorta di “metafora” ( in realtà sarebbe una metonimia)  non riuscita del comandante della Polizia municipale,  Claudio Rimondi, che in conferenza stampa, il 29 dicembre scorso, per spiegare le ragioni dell’acquisto di nuove pistole e la contemporanra rottamazione delle beretta 7.65 già in possesso del corpo e  dire che queste sono troppo pesanti e difficilmente maneggiabili “dal sesso debole “, si arrampica su un esempio di vita domestica, che riportato da una testata locale  in modo incompleto,  viene preso da alcuni consiglieri comunali di opposizione e dai vertici ferraresi dei principali sindacati confederali, come espressione, più o meno inconsapevole, di misoginia.

La frase che oggi finalmente abbiamo il bene di ascoltare direttamente dalla voce del comandante sul sito del Carlino Ferrara è questa:

una donna quando deve scarellare per mettere il primo colpo, con quelle armi lì ( Beretta 7.65 vecchio modello) non ci riesce, cioè fa fatica. Alcune ci riescono, ma hanno delle mani molto idonee a fare la sfoglia, ma quella pesante…son pochissime. Invece questa qua, nuovo modello,  ( … è in tecnopolimero… la frase è smozzicata, ma si evince  sia di un  materiale che le rende più leggere) è molto più leggera.

Il comandante esemplifca ancora: “…cioè invece di avere “un ferro da stiro …da un chilo e 300 grammi, qua siamo sui  700 grammi…”.

Lascio perdere la grammatica, le metafore e il tono sorridente, mi soffermo, invece, sull’immagine femminile tratteggiata dalle due frasi.

A mio parere, il comandante non ha offeso le donne, non credo sia misogino nè machista, ( ha nominato, precisa lui stesso,  una donna come vicecomandanti e tre donne come dirigenti), ma certamente è rimasto al palo rispetto alla molteplicità di ruoli che le donne hanno conquistato negli ultimi decenni. Ruoli importanti, che esigono forza fisica, psichica e morale e  che spesso convivono in una sola vita.

“Tanto rumore per nulla”? Credo proprio di sì. Sarebbe bastato chiedere spiegazioni, da un lato,  dall’altro sarebbe bastato spiegare il senso degli esempi, certamente infelici, ma innocui.

Ciò che emerge, tuttavia, a ben guardare, è sia il degrado del confronto politico, che si attacca alle parole, saltando a piè pari i fatti, sia l’inutilità di una conferenza stampa che poteva essere sostituita, come tante altre, da un comunicato chiaro ed esauriente, in un italiano comprensibile.

Di grave veramente c’è l’ormai nota aggressività, tipica degli  show della politica formato social.

Di grave c’è anche il rifiuto che il vicesindaco  ha lanciato in tono minaccioso dal suo ufficio in municipio attraverso facebook, di partecipare all’incontro con i sindacati nella delegazione trattante in mancanza di scuse da parte dei vertici sindacali per le critiche mosse alla frase del comandante.

Una minaccia che non ha impedito  l’incontro fra Amministrazione comunale e sindacati della F.P.,  ma che non ha fatto partire la novità di far partecipare al tavolo di confronto anche l’assessore interessato.

Dalia Bighinati

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