Echi della domenica politica: voci e fatti in vista dell’Election Day.

Uniti sul no all’ immigrazione nel nostro Paese e alla chiusura dei porti, divisi sull’approccio alle politiche dell’Unione europea.

Anche oggi, come sempre in queste settimane preelettorali, ad occupare lo spazio mediatico della politica nazionale sono i due alleati di governo, 5 Stelle e Lega, o meglio i loro leader, Luigi Di Majo e Matteo Salvini, entrambi pronti a darsi reciprocamente colpi di maglio e subito dopo a solidarizzare, confermando la tenuta del loro governo bicolore.
Per Nicola Zingaretti segretario nazionale PD, ieri a Ferrara, per sostenere il candidato Pd Aldo Modonesi e scongiurare l’ipotesi del successo della Lega alle prossime amministrative, ormai è difficile chiamare moderato un partito che vuole multare chi salva in mare donne, bambini, uomini di ogni età candidati a fare naufragio nel Mediterraneo, divenuto un mare di morte.
A una settimana dall’ Election Day si intrecciano la propaganda per il governo delle città con quella sul rinnovo del Parlamento europeo. Ieri il raduno internazionale dei sovranisti europei a Milano, è stato liquidato da Di Majo come l’evento di copertura degli scandali che hanno coinvolto in questi giorni a più riprese alcuni amministratori leghisti.

Matteo Salvini

Mentre Salvini ha gridato ai suoi fans “Se serve, per voi, per l’Italia e per i miei figli, io do la vita. Non mi fermo davanti a niente e a nessuno. È un impegno d’onore, con la consapevolezza di essere nel giusto”.

Di ieri anche la notizia della presa di posizione dell’Alto Commissariato delle Nazioni unite contro misure come il ventilato decreto sicurezza bis che minacciano di ledere gravemente i diritti umani.

Intanto, mentre la Sea Watch con 47 migranti salvati in mare è entrata nelle acque di Lampedusa e chiede ormai da 24 ore di entrare in porto, la Federazione delle Chiese evangeliche italiane si offre di accogliere i migranti.

Di oggi l’appello del direttore de La Civiltà cattolica, padre Spadaro, che esorta a non usare “Rosari e crocifissi come segni dal valore politico” con riferimento al leader della Lega, Salvini, che ieri ha concluso il raduno sovranista a Milano, baciando il rosario e dicendo: “Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria”

 

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