Legge regionale sull’editoria: il “no” dei Cinque Stelle, l’astensione di Lega Nord. Le motivazioni

Alan Fabbri
Alan Fabbri

«Siamo favorevoli al sostegno all’editoria locale, di fronte alla crisi, perché vuol dire difendere un’idea di pluralismo e libertà di informazione.»

In questo modo, il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte, ed il capogruppo del Carroccio, Alan Fabbri, hanno commentato il progetto di legge relativo al sostegno al mondo dell’editoria locale.

Un mondo composito, arricchitosi in questi anni dell’offerta derivante dal web, ma dove diventa anche difficile in molti casi distinguere tra testate online giornalistiche e non, tra “buona informazione” e “fake-news”. D’Accordo sugli aiuti regionali per difendere l’occupazione del settore e favorire l’ingresso di giovani motivati, la Lega che ha presentato alcuni emendamenti migliorativi accolti dall’assemblea, controllerà che i fondi vengano distribuiti su più testate, come garanzia di pluralismo. Giudicato, invece, troppo debole, dai due consiglieri leghisti il contrasto alle fake news.

Per il M5S è’ Gianluca Sassi, consigliere regionale a commentare il no alla nuova legge. Ostili da sempre ad aiuti pubblici all’editoria in tutte le sue forme, Gianluca Sassi nega che “Libertà e rispetto per il pluralismo si tutelino dando soldi a giornali, tv e radio”e accusa Giunta e PD di voler mettere in questo modo un bavaglio alla libera informazione. “Ci sarà sempre, dichiara Sassi qualche politico regionale, che dirà al giornalista sgradito di turno, che il suo stipendio è frutto anche di una legge che ha contribuito a far nascere e approvare”.

Un’affermazione pesantissima, a nostro avviso, nei confronti di una categoria professionale, che meriterebbe una diversa considerazione per il lavoro che continua a svolgere con serietà e passione, nonostante la crisi del settore.

D.B.

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