Elezione Presidente della Repubblica: ancora nessun accordo – VIDEO

Ancora nulla di fatto alla quinta votazione, per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, seppure da ieri il quorum sia sceso a 505 voti, che è  la maggioranza assoluta dei votanti, e non sia quindi più richiesto il voto dei due terzi, pari a 673 voti, come nei giorni precedenti.

La sesta votazione iniziata alle 17 dovrebbe concludersi alle 21. Le novità annunciate alle 17 sulle intenzioni di voto degli schieramenti o fanno prevalere ancora le astensioni. Scheda bianca nel Centro Sinistra, astensione senza voto per il Centro destra, che utilizzerà la formula “presente non votante”,

Alla sesta votazione, ancora in corso a quanto pare non c’è ancora l’accordo fra i partiti sulla figura che dovrebbe raccogliere il consenso necessario a rivestire il ruolo di Capo dello Stato. Se per la sera del 3 febbraio, giorno in cui scade il mandato di Sergio Mattarella non ci fosse ancora il nuovo presidente, si potrebbero aprire due diversi  scenari: se il Presidente Mattarella nel pomeriggio si dimettesse, si entrerebbe nella fase della supplenza, che come prevede la Costituzione, verrebbe affidata alla 2° carica dello Stato, cioè alla Presidente del Senato, diversamente si prospetterebbe la condizione della prorogatio, che vedrebbe ancora in carica Mattarella.

Resta sconcertante il muro contro muro delle forze di Centro Destra e di Centrosinistra, con strategie che lasciano intravvedere l’incapacità di superare l’interesse partitico per agire pensando all’interesse della collettività, in un momento cruciale della vita sociale economica e sanitaria del Pasese.

Oggi nella quinta elezione  la coalizione di Centrodestra puntando dopo la scheda bianca deil primo giorno e la rosa di  nomi del secondo e del terzo,  sulla presidente del Senato  l’ha messaMaria Elisabetta Alberti Casellati, nella condizione sgradevole di vedersi non gradita alla maggioranza dei votanti. I 382 voti ottenuti non arrivano neppure ai 453 voti che rappresentano sulla carta i voti su cui il centrodestra può contare.

Più che la ricerca del nuovo Capo dello Stato, cioè della personalità di alto profilo come viene ripetutamente sottolineato da tutti che dovrebbe rappresentare il Paese nel prossimo settenato,  i due poli e gli stessi partiti sembrano misurarsi, in previsione di eventuali prossime elezioni politiche.

Oggi alla quinta votazione il centro sinistra si è astenuto Conte, Letta e Speranza  dopo avere disertato l’incontro proposto da Matteo Salvini , uscendo dalla sede del Pd hanno  dato indicazione a parlamentari e delegati di centrosinistra di astenersi dal voto con la formula “presente non votante”,che rende impossibile il fenomeno di voti in fuga rispetto agli accordi di partito.

Nel pomeriggio dopo un nuovo incontro  tra i leader e i capigruppo di Pd, M5S e Leu non c’è stata nessuna dichiarazione. Un silenzio assordante, che lascia il posto nei commenti delle redazioni televisive che in questi giorni hanno accompagnato minuto per minuto le operazioni di voto allo sdegno di Renzi, e alle accuse dentroi il centrodestra ai franchi tiratori soprattutto di forza Italia e dei centristi, mentre Giorgia Meloni rivendica  la propria lealtà e coerenza.

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