Elezioni politiche 2022: regole vecchie e nuove

Domenica 25 settembre gli italiani sono chiamati ad eleggere il Parlamento della XIX legislatura della storia repubblicana, sarà la seconda volta in cui si voterà con la legge elettorale Rosato (il cosiddetto “Rosatellum”) ma in uno scenario profondamente modificato dalla riforma del 2020 voluta dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, che ha ridotto il numero dei deputati alla Camera da 630 a 400 (con quelli riservati alla circoscrizione estero che passano da 12 a 8) e del Senato da 315 a 200 (da 6 a 4 per la circoscrizione estero), intervenendo sugli articoli  56, 57 e 59 della Costituzione. I   600 i membri del nuovo parlamento, rimarranno in carica cinque anni, salvo elezioni anticipate. Molte le regole che il Rosatellum prevede, a cominciare dalla soglia di sbarramento minima del 3% dei voti che i partiti dovranno superare per poter avere seggi in Parlamento.Alle elezioni più social di sempre, voterà meno di un under-35 su due. Ecco come è cresciuto (ancora) l'astensionismo tra i giovani - Open

Alla soglia del 3% delle  singole liste se ne aggiunge una seconda del 10% per le coalizioni.

Queste potranno entrare in Parlamento se almeno una delle liste che le compongono avrà  superato il 3%. In alternativa, deve ottenere il 20% in una regione a statuto speciale (per le liste espressione di minoranze linguistiche); raggiungere il 20% regionale tout court (per quanto riguarda il Senato); o avere eletto almeno due candidati nei collegi maggioritari uninominali.

La  lista di coalizione che avrà, comunque, superato il 3%, potrà ottenere dei seggi anche se la coalizione alla quale aderisce non avrà raggiunto nell’insieme delle liste che la compongono il 10%.

Fra le coalizioni, quella dei partiti di Centrodestra, con Fratelli d’Italia, Lega,  Forza Italia e  Noi Moderati non ha un unico leader di coalizione. Questo titolo spetterà dopo il voto a chi prenderà più voti dei 4 leader di partito.

La coalizione di Centro Sinistra è invece chiaramente  guidata dal Partito Democratico e dal suo leader Enrico Letta e  Vede insieme al PD la lista nata dall’unione di  Verdi, Sinistra Italiana, Possibile,  la lista +Europa e la lista di Impegno civico.

In mezzo si colloca Il cosiddetto “terzo polo”, Formato da Azione di Carlo Calenda e da Italia Viva di Matteo Renzi.
L’M5S guidato da Giuseppe Conte è l’unico grande partito a correre da solo.

Ci sono poi liste neonate  come l’Unione Popolare di Luigi De Magistris frutto dell’aggregazione elettorale di  Democrazia e Autonomia, Potere al Popolo!, Rifondazione Comunista, la componente parlamentare ManifestA e altre organizzazioni. Infine ci sono partiti cosiddetti minori per i consensi raccolti in precedenti elezioni.

Potranno votare tutti i cittadini che avranno compito il diciottesimo anno, per la prima volta anche al Senato. Due terzi dei seggi saranno assegnati secondo il metodo proporzionale e uno tramite maggioritario.

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