Elezioni regionali: vince l’astensione

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Foto da Ansa.it

Stefano Bonaccini, Pd, con il 49,05 per cento dei consensi è il nuovo presidente dell’Emilia Romagna. Lo segue il candidato del centrodestra, il leghista Alan Fabbri, che ha ottenuto poco meno del 30 per cento.

Il dato però sul quale occorrerà davvero fare una profonda riflessione è il numero di coloro che si sono recati alle urne, uno striminzito 37,67 per cento, con un calo rispetto al 2010 del 30,39 per cento. La provincia in cui si è votato di più è stata Ravenna, 41,3 per cento, seguita da Bologna, 40,17. La maglia nera per la minore affluenza tocca a Rimini, 33,45 per cento mentre Ferrara che nel 2010 aveva fatto registrare una percentuale di votanti del 68,2 per cento, si è fermata al 37,38.

Se il Pd non ha ottenuto un risultato esaltante dal punto di vista politico può comunque consolarsi con i 29 consiglieri, più il presidente Stefano Bonacini, eletti su 50, numeri che si traducono in una maggioranza assoluta nella nuova assemblea legislativa ed avrà a che fare con una opposizione a dir poco frantumata. Detto di Sel, alleata del Pd, che entra in Consiglio con due esponenti, il gruppo più numeroso della minoranza, è quello della Lega Nord che oltre al candidato Alan Fabbri, premiato in particolare nel suo territorio, mette insieme otto consiglieri, molti dei quali, giovani. Due i seggi per Forza Italia ed uno per Fratelli d’Italia, con il nuovo centrodestra-udc che non superano neppure lo sbarramento del 3 per cento. Non va lontano neppure il Movimento Cinque Stelle, nonostante i cinque consiglieri, tre in più del 2010. In consiglio infine, Pier Giovanni Alleva, esponente dall’Altra Emilia Romagna.

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