Protocollo d’intesa a sostegno di inquilini e proprietari immobiliari

È stato sottoscritto a Palazzo don Giulio d’Este, il “Protocollo d’intesa recante misure d’intervento per la riduzione del disagio abitativo”.

Il documento, che vede come firmatari la Prefettura, il Tribunale, il Comune di Ferrara (quale coordinatore del Tavolo territoriale di concertazione delle politiche abitative su delega dei Comuni della Provincia di Ferrara), l’Ordine degli Avvocati, l’ACER e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei proprietari immobiliari e degli inquilini, persegue l’obiettivo di mitigare gli effetti del disagio abitativo in ambito provinciale, attraverso misure straordinarie di sostegno per gli inquilini sfrattati e in condizioni di criticità economica e sociale.

“Gli effetti della crisi economica connessi alla perdita di posti di lavoro e, quindi, di reddito, aggravati dall’emergenza pandemica da Covid-19, coinvolgono un consistente numero di nuclei familiari anche in questa provincia – ha sottolineato il Prefetto Campanaro nell’illustrare i contenuti del Protocollo – Il fenomeno dell’emergenza abitativa deve essere affrontato tempestivamente, giacché sempre più numerosi sono i casi di inquilini che, non essendo in grado di far fronte al pagamento dei canoni di affitto, soggiacciono alle procedure di sfratto”.

Stanno, difatti, giungendo al termine le sospensioni dei provvedimenti di rilascio degli immobili, a suo tempo inserite tra le misure governative per attenuare gli effetti della pandemia. Due, pertanto, i principi cardine alla base dell’Accordo: interventi di sostegno economico o abitativo in favore dei nuclei familiari interessati e coordinamento delle procedure di esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole.

“Si tratta – ha dichiara l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Ferrara Cristina Coletti, delegata da tutti i Sindaci della provincia di Ferrara per la sottoscrizione del Protocollo – di un accordo innovativo, esempio di concertazione istituzionale ampia, mirato a favorire una gestione condivisa, tra Comuni, Prefettura, Tribunale, Ordine degli Avvocati e Sindacati, della ripresa delle esecuzioni degli sfratti dopo la sospensione stabilita dal ‘Decreto sostegni’. L’obiettivo di questo Protocollo per la riduzione del disagio abitativo – ha spiegato ancora l’assessore – è, infatti, quello di offrire la possibilità alle persone, in condizione di criticità economica e sociale e sottoposte a sfratto, di passare da un alloggio a un altro oppure di rimanere nello stesso alloggio a condizioni rinnovate, grazie all’utilizzo di risorse ad hoc”.

Il documento pattizio, nel rispetto del quadro normativo che regola l’intera materia, prevede l’erogazione di contributi, calcolati in relazione all’entità della morosità incolpevole accertata e messi a disposizione dall’apposito Fondo statale ed in particolare dal Fondo morosità incolpevole per i Comuni ad alta tensione abitativa (A.T.A.: Ferrara e Cento) e ad alto disagio abitativo (A.D.A.: Argenta, Bondeno, Codigoro, Comacchio, Copparo, Portomaggiore e Terre del Reno), o da eventuali altre risorse comunali, regionali o statali, per un totale di 412.534,31 euro (di cui, ad oggi, sono stati utilizzati 21.572,56 euro). Le misure previste dal Protocollo avranno validità dalla sottoscrizione fino al 31 dicembre 2021, con possibilità di rinnovo espresso in caso di ulteriore disponibilità di risorse.

L’iniziativa, fortemente voluta dal Prefetto, poggia le basi sulla capacità di coordinamento nella ripresa delle esecuzioni degli sfratti. “Questo documento nasce con lo scopo di riordinare e mettere a sistema anche nel ferrarese le diverse competenze coinvolte nel delicato processo di liberazione di un alloggio ad uso abitativo – ha concluso il Rappresentante del Governo – Al lavoro di squadra delle Istituzioni coinvolte, si è affiancato anche il prezioso ruolo giocato dalle organizzazioni sindacali degli inquilini e dei proprietari immobiliari. Una gestione condivisa delle procedure di esecuzione degli sfratti che, ad oggi, si presenta quale via praticabile da preferire per una gestione organizzata e puntuale dell’emergenza abitativa”.

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