Emergenza, arriva bonus “Ferrara rinasce”. Finanziato progetto “lavoro agile” in Comune

fabbriFabbri: “Iniezione di liquidità da 1,5 milioni di euro per sostenere chi deve ripartire”.

“Per sostenere le attività commerciali che non hanno lavorato durante il lockdown il Comune di Ferrara erogherà a breve un contributo a fondo perduto, un bonus di liquidità che verrà erogato direttamente alle attività e potrà essere speso per qualsiasi esigenza. La cifra stanziata è complessivamente di 1,5 milioni di euro e la modalità di erogazione è allo studio degli uffici. Il contributo si aggiunge ad una ‘manovra’ da quasi 8 milioni di euro messa in campo dal Comune di Ferrara per affrontare l’emergenza Covid-19 a favore di tutta la città con interventi diversificati.

Così il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, annuncia l’intenzione del Comune di versare nelle casse delle attività commerciali che sono state inattive durante le settimane di lockdown e che ancora sono in attesa di poter ripartire, il Bonus Ferrara Rinasce spendibile in qualsiasi settore.

“L’obiettivo è immettere liquidità nelle casse di chi deve ripartire o si prepara a farlo dopo tante settimane di fermo assoluto, con le entrate azzerate e le spese che nel frattempo si sono accumulate – spiega il sindaco -. Penso a bar, pub, ristoranti ma anche ad estetisti, parrucchieri, negozi di abbigliamento e tanti altri che, ancora, non possono ricominciare a lavorare e vedono davanti a sé una ripartenza  difficile da un punto di vista economico”.

Per il sindaco “si tratta di un contributo che ognuno potrà utilizzare come meglio ritiene, per saldare le utenze, per coprire una parte di affitto o per acquistare beni necessari per ricominciare. Il tessuto commerciale della città è uno dei punti di forza del sistema economico ferrarese sostenerne la rinascita significa sostenere la città intera”.

Le modalità di erogazione e la suddivisione dell’importo totale sarà comunicato nei prossimi giorni: “E’ certo però – continua il sindaco – che si tratterà di un aiuto uguale per tutti  che verrà erogato senza difficili passaggi burocratici, ma in modo semplice e veloce, con due sole unità di misura: quella per le realtà che sono state completamente inattive e quella per le attività che hanno comunque lavorato anche se con formule diverse e a regime ridotto”.

Il Bonus Ferrara Rinasce “per il quale garantiamo procedure snelle e semplificate, si somma all’importante impegno economico sostenuto dal Comune di Ferrara per le iniziative attuate finora per andare incontro alle attività del territorio e per aiutare i cittadini in un momento di grande difficoltà – aggiunge l’assessore al Bilancio Matteo Fornasini-. Fino ad oggi la cifra complessiva che abbiamo impiegato tra costi sostenuti direttamente dall’amministrazione comunale con sostegni economici diretti e indiretti e calcoli sulla mancata riscossione di oneri, ammonta a quasi 8 milioni di euro e va considerata, nel suo complesso, un investimento a supporto delle aziende, delle famiglie e delle attività ferraresi colpite dal lockdown”.

Di seguito le misure messe in campo dall’amministrazione per affrontare la crisi e i relativi importi:

Parcheggi gratuiti 650mila euro; Rinvio/sospensione Cosap 2 milioni di euro; Rinvio/sospensione imposta di soggiorno primo trimestre 200mila euro; Rinvio/sospensione pagamento canoni attività commerciali chiuse 100mila euro; Rinvio/sospensione imposta pubblicità 1,9 milioni di euro; Acquisto dpi, test sierologici 160mila euro; Sanificazione strade 25mila euro; Fondo a sostegno imprese chiuse 1,5 milioni di euro; Sospensione rette scolastiche, refezione, trasporti 1 milione e 450mila euro; Sospensione permessi ztl 50mila euro. Totale manovra 7 milioni e 950 mila euro.

micol guerrini“Ferrara Run Smart”, finanziato il progetto per promuovere il “lavoro agile” in Comune. Guerrini: “Occasione di cerscita del personale e maggiore efficienza dei servizi ai cittadini”.

La Direzione generale Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia Romagna ha concesso il contributo richiesto dal Comune di Ferrara per “Ferrara Run Smart”, il progetto che ha l’obiettivo di sviluppo dello smart working all’interno dell’Amministrazione comunale.

Il finanziamento, approvato e pubblicato nei giorni scorsi, riconosce un totale di circa 90 mila euro al Comune di Ferrara, che aggiunti al cofinanziamento portano l’impegno economico complessivo a 128.500 euro. La somma sarà utilizzata per l’acquisizione di applicativi, la formazione dei dipendenti e la definizione delle strutture organizzative che consentiranno di mettere a regime, anche a seguito della fase emergenziale in corso, forme di “lavoro agile” per una parte degli oltre mille dipendenti che lavorano, a tempo pieno o parziale, all’interno dell’Amministrazione comunale.

Il programma di Ferrara Run Smart sarà avviato nelle prossime settimane e si concluderà, prevedibilmente, entro la fine dell’anno, con azioni che vanno dal ripensamento in ottica “smart” tecnologicamente avanzata di alcuni servizi, all’adeguamento formativo dei regolamenti interni, al nuovo piano formativo del personale centrato sulle competenze informatiche e in materia di sicurezza web, fino all’adeguamento tecnologico degli strumenti che consentano il nuovo regime operativo in sedi diverse da quella comunale.

“All’improvviso e per fare fronte all’emergenza sanitaria del Coronavirus – spiega l’assessore comunale ai Servizi Informatici Micol Guerrini – siamo stati costretti a riorganizzare il nostro assetto lavorativo. Ora, con i fondi messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna, il Comune di Ferrara ha l’occasione di realizzare un proprio progetto che rivede, sotto un ottica di riorganizzazione del lavoro fondata sulla responsabilizzazione delle persone e dei gruppi, i processi operativi dei dipendenti sia che lavorino singolarmente sia in staff, moltiplicando e promuovendo tutte le collaborazioni possibili, a beneficio di tutti gli uffici della struttura amministrativa”.

In virtù di questo progetto molte saranno le ore dedicate alla formazione per generare nuovi valori e competenze, senza dimenticare l’acquisto di nuove tecnologie che renderanno più funzionale e veloce il lavoro dei dipendenti dislocati in sedi diverse, con un impatto migliorativo anche verso tutti i cittadini che accederanno ai servizi erogati nelle diverse sedi e online, messi in campo dalla “macchina comunale”.

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