Emergenza freddo: servizi e strutture per chi è in difficoltà

mensaEmergenza freddo. A Ferrara ci sono diverse strutture che, coordinate dall’Asp, si occupano di prima accoglienza. I posti messi a disposizione per l’inverno sono più di 50, già tutti occupati, tuttavia un posto letto si cerca di trovarlo a chiunque si trovi all’addiaccio.

Si aggiungono posti, va bene anche un divano, basta essere al caldo. Continuano ad arrivare persone nelle strutture dedite all’accoglienza presenti a Ferrara. Il freddo di questi giorni, che tra l’altro continuerà ad insistere ancora per qualche settimana, porta chi vive sulla strada, in stazione o in rifugi di emergenza, a cercare riparo nei dormitori.
A Ferrara l’accoglienza in questi casi è gestita dall’Asp in convenzione con tre Associazioni, l’Associazione Viale K, che ospita il maggior numero di persone in città, l’Associazione Filippo Franceschi e l’Associazione Nadiya.
Per quanto riguarda l’associazione viale K, dal 15 dicembre ad oggi, per l’emergenza freddo, sono state accolte nelle varie strutture circa una quarantina di persone, le ultime 5 questa mattina, tra queste anche persone che pur avendo un’abitazione non hanno il riscaldamento e chiedono di essere ospitate la notte per dormire al caldo.
6 i posti disponibili presso l’ Associazione Filippo Franceschi  attualmente occupati da persone di nazionalità italiana.
Sempre occupati anche gli 11 posti in convenzione per donne presso l’Associazione Nadiya, si tratta di 8 ucraine, 2 rumene e 1 donna originaria del Marocco.

Infine da Dicembre 2016, per l’emergenza freddo è funzionante un appartamento dedicato all’accoglienza dormitorio per donne con 6 posti a disposizione, gestito in collaborazione tra ASP Area Adulti e l’Associazione F. Franceschi
Questi servizi, spiega l’assessore ai servizi sociali Chiara Sapigni, svolgono attività di prima accoglienza e  assistenza, con l’obiettivo principale di dare una tutela psico-fisica alla persona, ma anche di instaurare un contatto con questa per poter poi iniziare un percorso verso la sua autonomia. In questa fase particolare sono stati coinvolti anche gli agenti della Polizia Municipale, ai quali è stato chiesto di monitorare eventuali luoghi in cui potrebbero trovare rifugio senzatetto, gli agenti della Polizia ferroviaria, ma anche gli operatori del Pronto Soccorso, dove è capitato che qualcuno si fosse rifugiato dal freddo per una notte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *