Emergenza profughi, i numeri dell’accoglienza a Ferrara – INTERVISTA

Per affrontare il problema immigrazione è necessario più impegno a livello nazionale ed europeo: lo dice Angela Alvisi, presidente dell’ASP di Ferrara, che condivide le preoccupazioni espresse ieri dal Prefetto Michel Tortora.

Emergenza profughi, il Viminale stima circa 250mila arrivi nel 2017, che per la nostra provincia, si potrebbero tradurre in almeno 1300 profughi da ospitare. Ma cifre e ipotesi a parte il vero problema per il nostro territorio è che non ci sono nuove strutture, né pubbliche né private.

Ormai da circa un anno nella provincia di Ferrara si supera la soglia dei 1000 migranti accolti. Oggi, dato della Prefettura aggiornato agli ultimi 28 arrivi di domenica, sono 1024, 150 del progetto Sprar e i restanti dell’operazione Tryton e Mare Nostrum.

Il boom di arrivi c’è stato nel 2016, alla fine del 2015 il dato provinciale era di circa 650, poi è stato un crescendo, fino ad assestarsi attorno ai 1100. Inizialmente si parlava della quota massima di 1000 migranti per il nostro territorio, ma se si fa riferimento al 3 per mille deciso nell’autunno dal piano del Ministero dell’Interno, d’intesa con i Comuni, la quota massima per la nostra provincia dovrebbe essere 1200 profughi. La distribuzione prevede infatti una media di due o tre migranti e richiedenti asilo ogni mille abitanti e, se calcoliamo la percentuale sui 340mila abitanti della provincia di Ferrara, il numero dei profughi si dovrebbe fermare a 1.200.

Ma parlare di quote massime oggi, come lo stesso Prefetto di Ferrara ha più volte sottolineato, non ha più senso. Le cifre le fanno, e le faranno d’ora in poi gli sbarchi. Se nel 2016 c’è stato un aumento di arrivi, nel 2017 questo sarà ancora di più. Basti pensare che nei 4 mesi di quest’anno gli sbarchi sono stati il 39% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È facile dunque ipotizzare che, con l’inizio dell’estate che sono quelli di maggior flusso di migranti, gli arrivi registrino un ulteriore picco tanto che il Viminale ha ipotizzato cifre attorno alle 250mila persone, che per Ferrara si tradurrebbero in circa 1300 migranti A questo punto il problema non sono le quote massime del territorio, ma le strutture, che mancano, da destinare all’accoglienza di persone disperate, che fuggono da scenari di guerra, fame e violenze, e che comunque arriveranno anche nella nostra provincia e si dovranno ospitare.

Un nuovo Hub, con un massimo di 60 posti, avrebbe dato un po’ di ossigeno e avrebbe consentito di non avere più situazioni di emergenza come quelle della scorsa domenica quando in città sono arrivati 28 migranti per i quali di fatto il posto non c’era, e si sono dovute adottare soluzioni come brandine e letti aggiunti in abitazioni o stanze già occupate. Diciamo avrebbe perché al momento, il bando pubblicato dall’Asp, per individuare la struttura, non registra nessuna candidatura e la scadenza è prevista per il 26 maggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *