Emilia Romagna: prima per migranti

02 immigrati erL’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali ha reso noto il numero di immigrati regolari presenti in Italia. L’incidenza regionale più alta si registra in Emilia Romagna.

Sono circa 616.000 i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Emilia-Romagna, di cui 536.022 residenti, pari al 12% della popolazione complessiva, anche se le province con il maggior numero di non italiani sono Roma, Milano, Torino e Brescia. Il dato pone la regione al primo posto in Italia per tasso di incidenza, secondo quanto reso noto dal Rapporto Unar 2014, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali, assieme al Centro studi e ricerche Idos. I principali Paesi di provenienza nel nostro territorio sono la Romania (14,7%, lo scorso anno era il 14,3%), il Marocco (13,1%) e l’Albania (11,7%). La religione prevalente dei migranti è quella cristiana (di varie confessioni), con il 53,2%. I musulmani sono al 33,1% e varie tradizioni religiose orientali rappresentano il 5%. Piuttosto alto il livello di istruzione, che vede il 10,3% con una laurea e il 32,4% con un diploma. Complessivamente, gli stranieri regolamente occupato in Italia sono 2,4 milioni, pari a circa un decimo del totale nazione. L’87,1% svolge un lavoro dipendente. Prevalgono occupazioni nei servizi (63,6%), nell’industria (31,7%) e in agricoltura (4,7%). E invece, dei 3.113.000 disoccupati, 493.000 sono stranieri. Solo il 6,1% svolge lavori qualificati, mentre più di un terzo (35,3%) svolge mansioni non adeguate al proprio livello di istruzione. Più bassa la retribuzione media rispetto ad un italiano: 959 euro mensili netti contro i 1.313 di chi ha origini del nostro Paese. Nel 2012 gli immigrati hanno versato 8,9 miliardi di euro di contributi, influendo positivamente sul sistema pensionistico. Facendo una panoramica finale, dunque, oggi in Italia vivono regolarmente circa 5 milioni di cittadini di origine straniera, per una percentuale pari all’8,1% distribuita in modalità poco omogenea: il 60,1% infatti vive al Nord, il 25,4% al Centro e solo il 14,6% al Sud.

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