Enrico Dindo suona Bach: il celebre violoncellista in concerto stasera alle 20,30 al Teatro ‘Abbado’ di Ferrara

La stagione 2021/2022 di Ferrara Musica prosegue con il primo appuntamento del ‘Focus’ dedicato a Johann Sebastian Bach. Questa sera – lunedì 8 novembre, al Teatro Comunale “Claudio Abbado”, alle ore 20,30 – Enrico Dindo, violoncellista tra i più importanti del panorama internazionale, sarà il protagonista di un recital incentrato su tre delle celebri Suite di Bach per violoncello solo: la seconda (BWV 1008), la terza (BWV 1009) e la quarta (BWV 1010).

Le sei Suite per violoncello di Bach, tra le più note e virtuosistiche opere mai scritte per questo strumento, sono considerate un vero e proprio monumento dell’ingegno umano. Composte presumibilmente tra il 1717 e il 1723, periodo durante il quale Bach prestava servizio come maestro di cappella alla corte del Principe Leopold di Anhalt, sono scritte in sei differenti tonalità e sono composte da un Preludio, brano che apre ogni Suite, e a seguire da una sequenza di danze.

Alcuni anni fa il musicologo Martin Jarvis è arrivato ad attribuire la paternità della loro composizione ad Anna Magdalena, la moglie di Bach, scatenando grandi polemiche tra gli esperti e gli studiosi dell’opera bachiana. Per un paio di secoli non diventarono mai un pezzo molto noto, anche se Robert Schumann ne scrisse pure un accompagnamento pianistico. Nel Novecento uscirono dall’oscurità grazie all’opera del violoncellista Pau Casals che da giovanissimo ne trovò un’edizione a Barcellona e iniziò a studiarle. Le eseguì in pubblico solo nel 1925 e successivamente ne incise la prima registrazione assoluta.

La loro popolarità crebbe costantemente e da allora sono state interpretate da tutti i più grandi solisti di questo strumento, rappresentando un passaggio obbligato del repertorio violoncellistico solistico. Nel tempo sono diventate tra le composizioni più iconiche di tutto il repertorio classico: basti pensare alla celeberrima esecuzione che ne fece Mstislav Rostropovich durante la caduta del Muro di Berlino. Enrico Dindo ne è considerato un interprete d’elezione, avendole affrontate e registrate in più occasioni, e queste sono le sue parole di fronte al capolavoro di Bach: «Le Suite sono per noi violoncellisti opere con le quali ci si può misurare ogni giorno della propria vita sapendo benissimo che non si arriverà mai ad un risultato soddisfacente, ed io credo che proprio questo sia il loro fascino».

Riguardo a Dindo ha scritto Mstislav Rostropovich: “È un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana”. Consacrato a livello mondiale proprio dalla conquista, nel 1997, del primo premio al Concorso Rostropovich di Parigi, da allora si è esibito con le più grandi orchestre e con direttori quali Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Yutaka Sado, Paavo Jarvj, Valery Gergev, Riccardo Muti. Protagonista di una incisione delle Suite per Decca di grande successo, suona il violoncello ex Piatti di Pietro Giacomo Rogeri del 1717, affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.

Biglietti da 9 a 25 euro. Per informazioni: www.ferraramusica.it

(PH. Fulvia Farassino)

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