“Eppure sento che manca qualcosa…”

“Ho aderito volentieri a questo blog collettivo, perché penso che ognuno di noi in questo periodo stia vivendo un’esperienza unica, ma condivisibile. Metterle insieme ci servirà per seguire il filo rosso che le unisce.” Laura Roncagli, Vice – Presidente CSV Terre Estensi

Una mattina ho capito che saremo rimasti a casa per chissà quanto…e lì per la prima volta ho pensato che nonostante le canzoni e i cartelli colorati appesi fuori dai balconi, non sarebbe andata bene.

Si comincia dal mattino con appuntamenti in call, il lavoro non si ferma per chi può attuare lo smart working , noi del CSV tutti a domandarci quale ruolo assumere per essere vicini alla nostra comunità, alle Associazioni, al Volontariato, a come agire in sicurezza, con chi attivare reti efficaci…cosa accadrà? E così comincio a chiamare, a consultare i vari mondi che normalmente frequento e a sera, mi rendo conto ,che tutto il giorno è un continuo passare dal telefono al PC ad una chat e ogni volta che chiudo una comunicazione, ho la sensazione di avere dimenticato qualcosa di importante.

In casa ci vediamo lo stesso numero di ore di prima ,a pranzo, a cena e per un film la sera ; ciascuno abita parti diverse della casa, dentro la propria storia, davanti al proprio PC, solo gli orari sono diversi, tutta la vita si è spostata in avanti.

Il primo esame universitario di mio figlio tramite Zoom e il mio pensiero è stato:”Ma hai messo a posto la tua camera?”.
Entriamo nelle case della gente ,osserviamo oltre le loro teste: cucine, camere da letto, librerie ; dopo una chat ho contattato la vicepresidente del CSV di Piacenza dicendole che avevamo lo stesso letto ,strane similitudini.

Non vedo mia madre da Febbraio , è ricoverata da un anno in una residenza per anziani,ha una demenza, penso e temo che quando potrò rivederla non mi riconoscerà , eppure mi sento fortunata che non sia ammalata, che non sia in una di quelle strutture dove muoiono.. così, abbandonati a se stessi. Al telefono sento gli operatori stanchi; a Pasqua per la prima volta mi hanno chiamato loro, è stata una video-chiamata, ero così emozionata e commossa che non riuscivo a parlare e le lacrime mi offuscavano la vista, quando la telefonata è terminata, ancora una volta ho sentito che avevo dimenticato, che mancava qualcosa di importante, anche questa volta.
Ogni giorno faccio i compiti con un bambino, rigorosamente a distanza, lui e la sua mamma non sono in grado di gestire da soli la scuola on-line, non hanno strumenti adeguati non solo di mezzi ,ma anche di capacità tecnica.

Non andrà bene,non per quelli che hanno genitori capaci e che vivono in case confortevoli ed informatizzate, ma per quelli che appartengono a famiglie svantaggiate, perché saranno ancora più soli , spaventati e confusi ,i genitori rischieranno il lavoro, pur precario, ma che li ha mantenuti fino ad ora in equilibrio. Ogni giorno parte del mio tempo è dedicato a loro,a cucire reti di sostegno,perché non si arrendano perché è un attimo lasciarsi morire, scegliere di non lottare,di non alzarsi e di entrare nella depressione.
“Buongiorno come stai “mi dice mio marito…”non saprei”rispondo io, che ogni giorno penso di essermi dimenticata qualcosa di importante, di importantissimo da fare…e penso che i cani hanno più diritti dei bambini, almeno loro vedono il sole e sentono l’odore della primavera e nessuno chiama i vigili se si rotolano in un prato; al futuro senza scuola, ai Centri Estivi se non ci saranno e a come faranno le loro mamme ad andare al lavoro .

Ho paura di alzarmi e scoprire ch e siamo più egoisti di prima ,più attaccati alle piccole certezze che ci rimangono e lasceremo indietro chi è più fragile e meno capace di proteggersi. Non andrà bene se non sapremo occuparci gli uni degli altri. Forse ogni mattina ho paura di dimenticarmi che da soli non siamo nulla e che se siamo vivi è solo nella relazione con gli altri..e anche di perdere la Speranza.

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