Europa mette ‘a rischio’ ospedali italiani. Per nuova direttiva servono più medici ed infermieri

ospedaleA una settimana dall’entrata in vigore della legge che impone al nostro paese di adeguarsi all’Europa (le ore massime di lavoro settimanale devono essere 48, con turni lunghi al massimo 13 ore e 11 ore di riposo minimo garantito) abbiamo fatto il punto con i sindacati di medici e degli infermieri.

I dati ufficiali si conosceranno la prossima settimana ma possiamo anticipare che applicare questa legge è molto difficile.

Dopo l’entrata in vigore della normativa europea che rivede turni e impone il riposo di medici ed infermieri, salta sempre più all’occhio la carenza di personale negli ospedali. mancanza che sta probabilmente anche mettendo in difficoltà i coordinatori per garantire i turni, in corsia nel mese di dicembre . “Il fatto è che ognuno interpreta la legge come gli pare e così capita che in alcuni casi turni e orari di riposo non vengano proprio rispettati, in altri non si fanno 11 ore consecutive e le alternano ad altre di sospensione ma che non garantiscono quanto richiesto per legge dall’Unione Europea” spiegano i sindacati. La scorsa settimana, a poche ore dall’introduzione del decreto legislativo che obbliga le aziende ospedaliere ad applicare la legge dei turni di riposo in corsia, il direttore generale del S.Anna di Ferrara, Tiziano Carradori, aveva inviato una lettere con tutte le indicazioni utili per dare compiti per coordinare orari gli orari di servizio e, in caso, di rivolgersi alla direzione medica di presidio. Dalla vicenda dei “turni massacranti” non rimane fuori nessuno nemmeno i precari e gli specializzandi. La preoccupazione è legata al fatto che con l’entrata in vigore della direttiva, alcuni servizi rischiano di saltare per la mancanza di personale.

Il nuovo rettore dell’ateneo estense, Giorgio Zauli, ha già spiegato che gli specializzandi, ad esempio, dovranno prima. Per avere dati ufficiali e riscontri oggettivi di ciò che sta succedendo nelle corsie degli ospedali ferraresi, in ogni caso, bisognerà aspettare la prossima settimana: giovedì 10 dicembre ci sarà un’assemblea del sindacato dei medici dirigenti mentre venerdì 11 ci sarà un incontro tra i sindacati. “Se pensiamo che quattro anni fa al S.Anna c’era la necessità di 30/35 medici e da allora molti sono andati in pensione (quindi assunti al loro posto solo uno su quattro come imposto dal turn over bloccato) è possibile avere un’idea della grande necessità di personale medico per il solo ospedale di Ferrara – spiega Pierluigi Api, consigliere regionale di Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici.

Uno sconquasso notevole per tutto il sistema sanitario insomma, e in mezzo ovviamente ci sono i cittadini Qualche regione sta correndo ai ripari. Il Veneto è stato l’unico ad aver deliberato un documento in cui ribadisce la volontà di sostenere gli standard sanitari per i pazienti con la disponibilità, dove servisse, di assumere medici, a tempo determinato, per sei mesi. Una possibilità che starebbe prendendo in considerazione anche la direzione generale del S.Anna di Ferrara visto che toccherà ad aziende ospedaliere, regioni e governo, rimpiazzare il personale sanitario mancante, dai medici agli infermieri sino agli operatori socio-sanitari

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