Expo e la capacità progettuale delle donne

11 we woman for expo

Una donna architetto, Elena Carmagnani, che ha pensato ad un progetto per incentivare gli orti di comunità sui tetti dei palazzi di Torino.

Una filosofa di 29 anni che nel 2012 ha avviato un’azienda vitivinicola dell’Alto Piemonte con lo scopo di produrre vini dop. E poi una app che mette in contatto chi ha perso un oggetto con chi lo ha ritrovato. Si chiama “Fyndmylost” e l’ha ideata Elena Bellacicca, una donna di 32 anni di La Spezia, laureata in Economia Aziendale.

Questi sono i tre progetti vincitori, su 100 presentati, di “We women for Expo-Progetti delle donne”. Un concorso nato lo scorso luglio per valorizzare la capacità progettuale delle donne e che fa parte di un piano che nacque diversi anni fa quando l’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti insieme all’allora ministro per il commercio estero, nel governo Prodi, Emma Bonino cercavano la candidatura della stessa Milano per Expo.

Con loro anche l’attuale commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco. “Parlare ad Expo di cibo e alimentazione non può non contemplare l’universo femminile che in questo campo, a livello mondiale, ha un ruolo fondamentale ” ha detto recentemente l’ex ministro Bonino, nella sua prima uscita ufficiale, ad un evento dedicato ad Expo e organizzato lo scorso week-end a Firenze. Il progetto “We woman for Expo” infatti renderà protagoniste nell’Esposizione universale di Milano le donne di tutto il mondo attraverso una serie di iniziative, fra le quali anche la trascrizione di un documento “Alliance Women for Expo” portata avanti dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, con un’iniziativa culturale portata avanti dalla Fondazione Mondadori e uno spazio riservato alle donne nel Padiglione Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *