Famiglia Gruppioni “denuncia” L.A., dove venne investita e uccisa sorella presidente Giovani Imprenditori

Un frame dal video della tragedia
Un frame dal video della tragedia

La famiglia di Alice Gruppioni (sorella di Naike, presidente Giovani Imprenditori di Unindustria Ferrara n.d.r), la ragazza morta durante il suo viaggio di nozze travolta da un’auto pirata sulla passeggiata di Venice Beach, ha ‘denunciato’ la città di Los Angeles.

Secondo il marito e i genitori della giovane investita lo scorso 3 agosto, il lungomare pedonale – un’attrazione turistica mondiale – non è sufficientemente protetto dal passaggio delle auto. Quella presentata dalla famiglia non è tecnicamente una vera e propria denuncia – ha spiegato la zia di Alice, Katia Gruppioni – ma una richiesta di attribuzione di responsabilità, propedeutica all’istruzione di una causa civile. Quello che la famiglia desidera è che qualsiasi soggetto abbia avuto una parte nella tragedia assuma la sua parte di responsabilità. L’omicida, Nathan Louis Campbell, 38 anni, investì anche altre 16 persone.

Il servizio del tg del 7 agosto 2013

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A suo carico di recente sono state formulati ufficialmente ben 17 capi d’accusa, dall’omicidio all’omissione di soccorso. Rischia l’ergastolo. “E’ in carcere – ha commentato Gruppioni – e le autorità americane stanno lavorando in maniera eccellente affinché ci resti. Noi siamo al loro fianco”. Ma parallelamente, per la famiglia, c’è una responsabilità oggettiva per la mancata protezione del lungomare, di qui l’elenco delle responsabilità che la famiglia attribuisce alla municipalità di Los Angeles. A questo punto la città ha la possibilità di fare delle controdeduzioni, e se non lo farà si aprirà la causa civile. I Gruppioni non hanno assolutamente quantificato la cifra del risarcimento: “lo decideranno in futuro i nostri legali. Noi vogliamo che nessuno abbia mai più a patire una tragedia come la nostra”.

Quanto al procedimento a carico di Cambpell, Katia Gruppioni ha spiegato che entro 12 mesi (se l’imputato non chiederà l’abbreviato, cosa che non sembra intenzionato a fare) la vicenda approderà in aula. I fatti risalgono allo scorso 3 agosto, quando Campbell alla guida di un suv invase a tutta velocità con la sua auto la famosa ed affollatissima passeggiata del lungomare di Venice, investendo a morte la trentaduenne italiana che era in compagnia del neomarito, e ferendo altre persone. L’uomo, dopo essere fuggito, si costituì poche ore dopo presso una stazione di polizia di Santa Monica.

(ANSA)

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