Famiglie che aiutano famiglie in difficoltà

Potrebbe essere un cartone raffigurante una o più persone, persone in piedi e testo                   

LA CITTA’ IN ASCOLTO: Associazioni femminili e culturali incontrano Associazioni di mamme e famiglie in difficoltà

Si è concluso martedì 24 maggio il ciclo di incontri “La città in ascolto”, che ha presentato nella sede comunale della Casa di Biagio Rossetti, due progetti che hanno al centro la famiglia: Il “Volontariato accogliente” del Centro servizi volontariato Terre Estensi di Ferrara e  il “Progetto di promozione dell’affiancamento familiare – una famiglia per una famiglia” del Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara.

Impossibile fare la cronaca nel breve spazio di un servizio giornalistico della ricchezza ideale e della complessità organizzativa dei due progetti presentati nel terzo e ultimo incontro del ciclo “La città in ascolto” presentati martedì pomeriggio a Casa Biagio Rossetti. A raccontare le modalità e gli obiettivi del “Volontariato accogliente” del Centro servizi volontariato Terre Estensi di Ferrara e del  “Progetto di promozione dell’affiancamento familiare “del Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara sono stati i responsabili dei progetti insieme ai   volontari, donne e uomini che nel servizio pubblico o nel privato si sono messi in gioco per aiutare famiglie in difficoltà.

Ogni famiglia conosce le proprie  e nel percorso di una vita sono tanti i momenti in cui la solitudine può fare apparire insormontabile un problema. Come tanti sono i momenti in cui si vede tutto nero: i due progetti si inseriscono in questi momenti e cercano di mettere al fianco delle  famiglie qualcuno che li aiuti. Alla pari, perché i volontari sono componenti di altre famiglie, in grado di affiancare chi sta attraversando una fase critica per aiutarlo nel quotidiano: assistere i bambini nei compiti, dare un poò di tempo libero a mamme e papà per il loro lavoro o per la ricerca di un lavoro. E’ la “filosofia delle tartarughe” come dice la Fondazione Paideia prendendo a prestito un’immagine e un aneddoto del grande fotografo Sebastião Salgado

Nulla è affidato al caso, né soltanto alla buona volontà. In mancanza d.lle tradizionali reti famigliari o di vicinato, questi progetti cercano di mettere al sicuro dagli errori chi aiuta e chi è aiutato. C’è la formazione, il monitoraggio, l’assistenza necessaria per affrontare  gli ostacoli imprevisti. Nessun miracolo, nessun santo, ma percorsi di vita che si intrecciano nella solidarietà.

In un mondo minato dall’individualismo e dall’indifferenza verso gli altri, mettersi in gioco per sottrarre un po’ di problemi a chi ne ha tanti più di noi può aiutare anche noi. Questo uno dei messaggi che questo incontro ha lasciato in chi ha saputo ascoltare senza pregiudizi le testimonianze narrate con grande semplicità.

Si chiude così un percorso inedito, che ha messo alla prova la disponibilità di cittadine e cittadini delle associazioni femminili e culturali di ascoltare e conoscere in diretta le difficoltà di tante famiglie di crescere i loro figli. Siamo la società delle culle vuote, parlare di bambini e soprattutto di bambini in difficoltà può essere stata una provocazione. Lo sanno bene le promotrici, che hanno voluto con l’appoggio convinto dell’assessorato alle politiche famigliari del Comune di Ferrara, tentare questo piccolo esperimento utopistico, per  trarne innanzitutto una lezione di realtà.

Dalia Bighinati

due video http://www.unafamigliaperunafamiglia.it/ dal sito di Paideia

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