Farmaci: in crescita consumi e spreco

Il comparto dei farmaci in Italia sembra non conoscere la crisi economica. A dirlo è il Rapporto Osmed, Osservatorio dei medicinali dell’Agenzia Nazionale del Farmaco, Nel 2011 cala, invece, del 3,7%la spesa per i farmaci di classe A, totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre cresce la spesa dei singoli cittadini, sia per la maggiore incidenza dei ticket, in aumento del 36,5%, sia perché è in aumento del 5,3% la spesa per l’acquisto di farmaci per automedicazione e di quelli di fascia C e di fascia A acquistati privatamente. Un aumento, che sembra denunciare un’ eccessiva disinvoltura nell’uso dei farmaci da parte degli italiani.

Aumenta il consumo di farmaci in Italia, diminuisce la spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Questo accade, dice il dottor Giancarlo Calzolari, titolare di una storica farmacia nel centro storico della città, perché gli italiani si stanno sempre più convertendo al farmaco equivalente, meno costoso. Di certo c’è che gli Italiani amano pillole e sciroppi, almeno da tenere nell’armadietto dei medicinali. Intanto a Ferrara, dove non esistono aziende farmaceutiche, in questi giorni è venuto a mancare anche l’unico distributore cittadino in grado di fornire sul territorio le 124 farmacie, fra pubbliche e private, della Provincia. La filiera del farmaco, spiega Calzolari, che nel 2011 ha compiuto 50 anni di professione come farmacista, è piuttosto articolata: “i farmacisti sono il front office ma fra il farmaco distribuito e l’azienda produttrice ci sono numerosi anelli. Di certo c’è, continua Calzolari, che in Italia è in calo costante la presenza di aziende produttrici di farmaci, che vengono importati in gran parte da Stati dell’unione Europea. In Italia l’aumento delle prescrizioni riflette una tendenza generale, mentre il costo più ridotto per il SSN si spiega con la diffusione dei farmaci equivalenti o genericivale a dire un medicinale che contiene la stessa quantità di principio attivo e presenta la stessa biodisponibilità di un altro di marca con brevetto scaduto. La protezione offerta dal brevetto permette all’azienda, che ha sostenuto i costi di ricerca e di lancio di un farmaco innovativo, di mantenere il monopolio nella vendita di questo farmaco per un periodo di alcuni anni, dopo di che, il farmaco può essere liberamente prodotto.

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