Unindustria, Fava: “No crescita senza manifatturiero”

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18 giugno 2012- 24 giugno 2013, ad un anno dalla conferma a Presidente di Unindustria Ferrara, ieri Riccardo Fava, nell’assemblea annuale dell’associazione, ha fatto il punto sull’economia ferrarese e sugli effetti della recessione e del terremoto sulla tenuta del sistema produttivo provinciale. Necessario per Fava ridurre la spesa pubblica, varare una riforma fiscale che dia ossigeno alle imprese, riconoscere le potenzialità di cultura e turismo, ma ricordare che “senza un manifatturiero forte il Paese non cresce.”

“il motore del Paese si sta fermando” questo l’esordio con cui il presidente di Unindustria Ferrara, Riccardo Fava ha aperto il suo intervento alla 68° assemblea degli industriali ferraresi, 5° di un industria Ferrara, che si è svolta lunedì 24 giugno presso la sala conferenze del Polo ospedaliero di Cona, “come un anno fa, ha ricordato Fava, quando eravamo reduci dallo choc del terremoto”. Un evento drammatico al quale ferraresi ed emiliani hanno dimostrato di saper reagire alla grande, ha riconosciuto il presidente di Unindustria Ferrara, insieme al presidente di Confindustria Emilia Romagna, Marchesini. Tuttavia, l’economia oggi è alle corde, a Ferrara e nel Paese. I problemi quelli di sempre, immobilismo della politica, rinvii, tatticismi, un prelievo fiscale vessatorio, come riconosciuto nel saluto di apertura, dall’assessore al Bilancio del Comune di Ferrara, Luigi Marattin, ma anche, ha aggiunto Fava, la recessione internazionale e un’Europa che non fa da traino. Come uscire dalle difficoltà? Fava ha rivolto alla politica richieste precise: meno spesa pubblica, meno tasse, una riforma fiscale che riduca il costo del lavoro. Per Ferrara ftica doppia per ovviare ai limiti strutturali storici, infrastrutture stradali innanzitutto, e impegno di tutti a tradurre in fatti le potenzialità, soprattutto di università e tecnopolo.

Senza un manifatturiero forte non si esce dalla crisi, ha detto il Presidente di Unindustria, cultura e turismo servono, ma non bastano. Poi le misure chieste al Governo, stop all’aumento Iva, interfventi per ridurre il cuneo fiscale, detassazione degli indennizzi assicurativi. Su Carife pochi cenni, “Unindustria ha dato al cda professionalità di primordine, l’istituto deve restare radicato nel territorio”. Poi un elenco breve, ma consolante degli investimenti annunciati: di Hera nella geotermia, salvaguardando l’ambiente – ma senza no a priori – lo stabilimento Berluti a Gaibanella, i 160 milioni di Eni nel petrolchimico, gli 80 di VM motori a Cento.

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