Fecondazione assistita e virus. Unife partecipa alla stesura delle linee guida europee

Spesso la riproduzione medicalmente assistita è un percorso a ostacoli, frustrante e psicologicamente doloroso per le persone che cercano di avere figli. Una delle possibili cause di insuccesso nel concepimento è la positività a virus come il papilloma, l’HIV, l’herpes, i virus epatici e altri ancora. Per questo motivo, dal 2018 la Società Europea di Riproduzione Umana e Embriologia (European Society of Human Reproduction and Embryology – ESHRE) si è concentrata sullo sviluppo di linee guida che indichino come trattare le persone/pazienti infettate/i che stiano seguendo un percorso di riproduzione medicalmente assistita.

Il lavoro è stato ora ultimato e tra gli autori della pubblicazione c’è anche Mauro Tognon, professore del Dipartimento di Scienze Mediche a Unife e componente del comitato scientifico della ESHRE. “Le linee guida appena pubblicate consistono in utili informazioni tecnico-scientifiche per tutti gli operatori del settore della fecondazione assistita: medici, biologi, biotecnologi e personale paramedico. Indicano come comportarsi e agire di fronte a individui/pazienti/coppie e con i loro gameti maschili e femminili (le cellule della riproduzione, vale a dire spermatozoi e uova), nel caso sia in corso un’infezione/malattia virale durante il percorso che le coppie/soggetti compiono per avere un figlio, quando la fecondazione naturale non avviene. Per molti virus ci sono metodiche a disposizione come opportuni “lavaggi” che favoriscono la “pulizia” dei gameti oppure trattamenti con farmaci antivirali e/o vaccini”, spiega il Professore.

Usare le metodiche standard spesso significa non avere successo nella fecondazione. Le linee guida appena redatte, insieme agli enormi progressi degli ultimi anni in campo diagnostico, portano significativi benefici per le coppie/pazienti, che ottengono successi insperati nella fecondazione/procreazione assistita.

“I nuovi approcci di diagnostica di laboratorio disponibili oggi permettono di svelare significative infezioni virali a carico dei gameti sia maschili che femminili. Ciò favorisce l’applicazione di un percorso terapeutico ad hoc e un adeguato processamento dei gameti per impiegarli in seguito nella fecondazione assistita”, continua Tognon.

Il professor Tognon ha lavorato per molti anni nel settore della fecondazione assistita, e ha lungamente collaborato con la Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’Università di Ferrara e dell’Ospedale Sant’Anna di Cona per la messa a punto di protocolli di purificazione dei gameti.

“Ricordo che i primi protocolli li mettemmo a punto assieme al professor Paolo Negri nel lontano 1992. Inoltre, abbiamo svolto una significativa ricerca scientifica nel settore investigando il ruolo dei virus Polioma e Papilloma durante l’infezione dei gameti maschili e come potenziali cause di aborto spontaneo. Queste esperienze e soprattutto le pubblicazioni scientifiche nel settore hanno favorito il mio inserimento nel gruppo di lavoro della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE)”, precisa il professore, e conclude: “Non tutto è stato detto e scritto, mentre molto rimane da fare nel settore della ricerca scientifica come indicato nelle linee guida appena pubblicate. Tuttavia, questo significativo contributo tecnico-scientifico se applicato correttamente potrà diventare un valore aggiunto per tutti i centri di fecondazione assistita sia pubblici che privati per favorire la domanda di procreazione”.

(Nella fotografia: Mauro Tognon, professore del Dipartimento di Scienze Mediche di Unife, tra gli autori delle linee guida)

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