Ferrara “Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando” recital di poesia – VIDEO

Una serata all’insegna della poesia quella di giovedì sera (24 giugno) a Ferrara,  dove, ai piedi del Castello Estense, sono risuonati i versi di un poeta di oggi, Roberto Pazzi, recitati da Moni Ovadia, cui ha fatto seguito la lettura, fatta da Roberto Pazzi,  di alcune fra le più memorabili ottave  dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. A presentare la serata, Vittorio Sgarbi,  presidente della Fondazione Ferrara Arte di cui nel pomeriggio  è stata inaugurata  nel cortile del Castello la mostra “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori” , rappresentazione  in chiave ariostesca, del monumentale gruppo scultoreo Umanità realizzato da Sara Bolzani e Nicola Zamboni.

Presenti in piazza Castello per “Astolfo sulla luna alla ricerca del senno di Orlando”, recital di poesia, anche Sgarbi e Ovadia.

Astolfo sulla luna  alla ricerca del senno di Orlando, il titolo della straordinaria perfomance cui hanno dato vita ieri sera a Ferrara nella magica piazza delle Muse inquietanti ai piedi della maestosa Torre di San Paolo del Castello Estense, tre protagonisti della letteratura, dell’arte e della cultura teatrale ferrarese, A presentare la serata il critico d’arte e  presidente di Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi, che ha fatto precedere al doppio recital di poesia, l’ amarcord dei primi giovanili passi fatti insieme a Roberto Pazzi nel mondo dell’intellighenzia e della poesia italiana. A dare il la alla serata,  la voce profonda di Moni Ovadia, attore, musicista, cantante e  regista, direttore del Teatro Comunale di Ferrara, che ha letto una decina di testi tratti dall’Antologia personale di  Roberto Pazzi “Un giorno senza sera, biografia poetica dello scrittore ferrarese, pubblicata da La nave di Teseo. Subito dopo l’evento clou, cui ha dato vita Roberto Pazzi, lettore e interprete intensamente spettacolare del poema ariostesco. “Un sogno coltivato da tempo, che finalmente si è realizzato  dando alla poesia il giusto valore che merita, ha sottolineato lo scrittore ferrarese,  in una città intimamente votata  alla letteratura”.

Restituire alla città la voce  del suo maggiore poeta, letto e commentato dal poeta di oggi,  è stata un’esperienza davvero memorabile per il pubblico presente , al quale Roberto Pazzi ha indicato, attraverso le ottave sulla follia di Orlando del  canto XXIII e quelle del volo di Astolfo sulla luna in cerca del senno perduto per amore dal valoroso paladino di Francia, del canto XXXIV,  come la cifra della poesia ariostesca stia proprio nell’ironia leggera di Ludovico Ariosto,  “poeta della gioia di vivere, libera dall’ombra della morte, persuasa che la vita abbia in sé il suo valore e il suo limite. La scelta, ha sottolineato Pazzi,  di un poeta rinascimentale come l’Ariosto, nel momento del nostro sospirato ritorno alla normalità dopo la pandemia, vuol anche essere un saluto alla vita che rinasce”.

A rendere più suggestiva la serata le proiezioni animate del Videomapping di Creativitè accompagnata dalle  musiche di Arvo Part e Gesualdo da Venosa.

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