Ferrara brucerà i rifiuti del sud?

05 rifiuti bruciati

E se la pianura padana diventasse il luogo in cui si inceneriscono i rifiuti di tutta Italia? Della Campania, della Sicilia, del Lazio, ma anche di qualche regione del nord in ritardo con il piano rifiuti?

Il rischio non è campato in aria: è scritto in un documento collegato alla legge di stabilità, redatto dal ministero dell’ambiente retto dal democratico Andrea Orlando. Contro questo documento, e contro i rischi che contiene, hanno già preso posizione tutti i sindaci dell’Emilia Romagna, compreso il nostro, Tiziano Tagliani, che non ha nascosto la propria preoccupazione.

Il punto è semplice; nel documento del ministero dell’ambiente si delinea un piano nazionale degli inceneritori di rifiuti che ha due punti fondamentali: nessun nuovo inceneritore verrà costruito; quelli esistenti dovranno essere censiti, resi massimamente efficienti e dovrà essere individuato il loro possibile utilizzo.

Il problema qual è? “Il problema – spiega l’assessore all’ambiente Zadtro – è che quasi tutti gli inceneritori oggi esistenti (quasi tutti a gestione privata) sono nel bacino padano, e tra questi c’è Ferrara, che ha un inceneritore, quello di Hera, da 200mila tonnellate di rifiuti l’anno”.

Fare da collettore nazionale di tutti i rifiuti italiani soggetti a incenerimento non è una prospettiva piacevole: “Non ci siamo mai sottratti alla necessità di dare un a mano durante le emergenze rifiuti, per esempio quella che ha investito la Campania – aggiunge la Zadro – Ma tra questo e la prospettiva di diventare il luogo di incenerimento ufficiale di tutto il pattume italiano, davvero c’è molta differenza”

Il documento dei sindaci emiliano romagnoli è già partito due giorni fa: lo hanno ricevuto il presidente Vasco Errani, l’assessore alle attività produttive Muzzarelli, ed anche i ministri Zanonato (sviluppo economico) e Orlando (ambiente).

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