Ferrara celebra Boldini nel giorno del 90esimo anniversario della morte

Ferrara ha celebrato oggi alla Certosa i 90 anni dalla morte del suo pittore Giovanni Boldini. Certosa dove il pittore – nato proprio a Ferrara e scomparso l’11 gennaio 1931 a Parigi – volle essere sepolto.

boldiniE, per celebrare questo ‘anno boldiniano’ il presidente di Ferrara Arte Vittorio Sgarbi ha deposto una corona commemorativa sulla tomba e ha lanciato un comitato di studio sulla vita e le opere di Boldini, che sarà diretto da Tiziano Panconi e sarà chiamato – come proposto dall’assessore alla cultura del Comune Marco Gulinelli – ‘Bottega Boldini’. Inoltre, sempre nell’ambito delle iniziative per la ricorrenza, il 30 gennaio (normative anti-Covid permettendo) sarà allestita anche una mostra, nella sala dei Comuni del Castello Estense, dedicata alla genesi del ritratto femminile, intitolata ‘Dal disegno al dipinto’ e incentrata sul quadro raffigurante la contessa Berthier de Leusse. Oltre al quadro, ha spiegato il direttore di Ferrara Arte Pietro Di Natale, ci saranno anche 16 disegni, due dipinti, un acquerello, due incisioni e una testa in bronzo di Vincenzo Gemito, appartenenti alla raccolta Boldini.

Alcune delle opere raffiguranti studi di donna e volti femminili non sono mai state esposte. “Boldini – ha detto Sgarbi facendo visita alla tomba dell’artista ferrarese – è il pittore che più ha identificato la bellezza nella donna, come seconda idea della bellezza assoluta dopo quella della Madonna.  Auspico che in questo 90esimo anniversario le mostre riaprano e si torni a vivere la bellezza dell’arte”. Sgarbi ha inoltre rilanciato l’idea di collocare il sarcofago del Boldini nel mausoleo a lui dedicato, che si trova a pochi metri dalla tomba, sempre in Certosa. Una proposta a cui sta lavorando l’architetto Andrea Malacarne e che  ricomporrebbe le antiche diatribe tra la moglie del pittore ferrarese, Emilia Cardona, che volle il mausoleo, e il Comune di Ferrara che invece preferì ridisegnare il sarcofago collocandolo in altra sede, come spiegato stamattina dallo storico dell’arte Lucio Scardino.

boldiniAnche Luca Cimarelli, presidente della Holding Ferrara Servizi, che cura i percorsi di valorizzazione della Certosa, si è detto pronto a offrire il proprio contributo al dibattito: “Stiamo lavorando per rendere sempre più bella la Certosa. Tutto ciò che può contribuire a metterla al centro dell’interesse ci fa piacere”. In questo anno, inoltre, Boldini è protagonista anche a Parigi, con 32 opere di proprietà del museo Boldini di Ferrara che sono state momentaneamente trasferite nella capitale francese per la retrospettiva a “Petit Palais Musee des Beaux Arts de la Ville”, dal titolo: “Les plaisirs et les jours”. E anche il Mart – presieduto da Sgarbi –  sta celebrando l’autore, in una mostra a cura dello stesso Sgarbi e di Beatrice Avanzi, dal titolo: “Giovanni Boldini, il piacere”. Su Boldini – ha anticipato Panconi – uscirà inoltre un epistolare inedito a cura di Leo Lecci, “altre pubblicazioni sono in corso e lavoriamo inoltre a un convegno, nelle modalità che potranno essere messe in campo”. “Pur in un momento difficile e con gli impedimenti del periodo – ha detto l’assessore Gulinelli – siamo felici di celebrare un artista ferrarese che ci invidiano  soprattutto in Francia e che ha sempre esibito con orgoglio la sua ferraresità, anche attraverso il ricorrente uso del dialetto. Boldini è il ‘divino mondano’, come lo ha definito Sgarbi. A questo straordinario artista siamo felici di dedicare la mostra nella sala dei Comuni del Castello e il comitato di studio, parte di un percorso che ci condurrà verso le celebrazioni del centenario”. Alla cerimonia anche l’amministratore unico di Amsef Aldo Manfredini, che per l’occasione ha fornito la corona commemorativa.

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