Ferrara Citta’ Solidale e Sicura anche al tempo del Covid 19?

Il Corriere di Bologna ci informa oggi della chiusura nel capoluogo felsineo di molti negozi gestiti da cinesi. Molti giovani sono stati richiamati in Cina dalle loro famiglie, aggiunge, perché in Cina sanno bene che cosa puo provocare il Covid 19.
L’Italia, fra i paesi occidentali il più colpito a tutt’oggi dal contagio, ha preso misure adeguate per contenere il contagio?
Le opinioni sono diverse. Molti recalcitrano, fingono di non credere alla loro necessità o opportunità.
A costoro va detto e ripetuto che la elevata contagiosità di questo nuovo coronavirus potrebbe, se non viene contenuta, mandare in tilt l’organizzazione sanitaria, primo baluardo di diagnosi e cura di tutti noi, non solo di chi è contagiato.
Come prima misura di contenimento del contagio, le autorità politiche raccomandano di evitare i luoghi di assembramento, e naturalmente di evitare di favorire le occasioni di affollamento, di qualsiasi natura esse siano.
“Sono indispensabili” ci dicono gli esperti del comitato tecnico scientifico che gestisce con il Governo questa inedita emergenza, “sono misure di prevenzione”, dettate da una cautela non emotiva, ma fondata su basi scientifiche.
Certamente producono danni economici, disagi sociali, entrano di prepotenza nella vita dei cittadini imponendo modifiche alle nostre abitudini più consolidate. Ma non saranno permanenti e noi crediamo che servano a rendere meno drammatico il futuro.
In Cina hanno reso obbligatorie le mascherine, da noi si dice che andrebbero prescritte come si fa con i medicinali. C’è chi le metterebbe non solo nei casi indicati, ma sempre e non solo per la paura
di essere contagiati, ma di contagiare, magari senza saperlo.
Ferrara, in momenti come questo, mette in gioco la coerenza con l’immagine di Città solidale e sicura” con cui si presenta ai propri abitanti e al mondo.
Come?
I giovani stanno a casa da scuola, ma la sera frequentano locali che ben presto diventano affollati.
Parrucchieri, estetiste, laboratori sanitari, dove il contatto è quasi una regola, come possono contingentare la clientale? ma, prima di tutto, lo vogliono fare?

Tutti noi subiremo dei danni da questa situazione e quindi chiederemo a chi ci governa di non lasciare inascoltata la preoccupazione, che assilla imprese, lavoratori, famiglie e istituzioni.
Ma se ognuno di noi deve fare la propria parte per superare questa ennesima crisi mondiale, oltre che nazionale, è meglio che queste domande ce le poniamo tutti.
Perché in situazioni di questo tipo solo l’unione, l’accordo, la solidarietà collettiva possono generare sicurezza.
D.B.

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