Ferrara, detenuto usava cellulare in carcere: arrestato

Ancora un altro arresto in flagranza di reato nel carcere di Ferrara, per il possesso illegale di un telefono cellulare, ex 391 ter del C.P. Ancora una volta il reparto di polizia penitenziario di Ferrara, guidato dalla dirigente Annalisa Gadaleta, ha messo a segno un’importante operazione di polizia, tesa a contrastare un fenomeno ormai diffusissimo all’interno dei penitenziari italiani.

Nel pomeriggio del 18 maggio, notando sospetti movimenti, dopo attento monitoraggio ed osservazione, gli agenti hanno rinvenuto un microcellulare di 5 centimetri con batteria esterna creata artigianalmente. Il detenuto è stato colto di sorpresa, mentre lo usava nel bagno. Da qui la flagranza del reato che ha consentito l’arresto.  L’uomo, vistosi scoperto, ha anche tentato di distruggere l’apparecchio. È il terzo arresto per lo stesso reato nel carcere di Ferrara. Il Pubblico Ministero di turno, immediatamente informata, ha disposto il rito per direttissima.

Ricordiamo che il reato in questione – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPe e Francesco Campobasso, segretario nazionale – è stato previsto nell’ordinamento da poco, proprio al fine di contrastare il dilagante fenomeno dell’introduzione e dell’uso illegittimo dei telefoni cellulari in carcere, strumenti idonei anche a commissionare reati all’esterno, soprattutto se in possesso di appartenenti alla criminalità organizzata.

Il detenuto ha patteggiato 1 anno, 1 mese e 10 giorni di pena. Ricordiamo che la pena prevista dal Codice penale va da 1 a 4 anni di reclusione. Grandissimo plauso al Comando ed al Reparto tutto della casa circondariale Satta di Ferrara, per i brillanti risultati, tra i primi in Italia per tale attività.

(Comunicato Stampa a cura del Sappe)

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