Ferrara e Ravenna insieme per le nostre aziende: int. Presidente CCIAA Paolo Govoni

43.631 imprese Ferrara –  49.417 imprese Ravenna; Pil: 5.829.131,62 euro Ferrara – 8.350.558,82 euro Ravenna.

Con 21 voti a favore dell’accorpamento, 7 voti contrari: superata dunque, sebbene non richiesta dal recente decreto di riordino, la maggioranza dei 2/3, la nuova Camera di commercio conterà complessivamente 93.048 imprese, con un valore aggiunto (PIL) di oltre 14 milioni di euro e proventi superiori ai 7 milioni di euro. Preservate le due sedi per garantire alle imprese il presidio territoriale di prossimità.

 

“Non c’è dubbio – ha sottolineato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di

Ferrara – che il sistema camerale si trovi di fronte ad una fase di svolta particolarmente

importante per il proprio futuro e che la direzione del cambiamento passi, di necessità, per

la capacità di creare valore per la società, di assicurare l’erogazione di sevizi di qualità e di

realizzare politiche efficaci, nonché di svolgere un ruolo chiave di governance in contesti

complessi, cogliendo le opportunità di innovazione e orientando i comportamenti dei

diversi soggetti pubblici e privati. Il voto di ieri – ha proseguito Govoni – si inserisce,

dunque, in quel profondo processo di cambiamento di cui c’è bisogno – e subito – per dare

un volto nuovo al Paese, in risposta a un mondo imprenditoriale in continua

trasformazione e che chiede istituzioni vicine e amiche, con le quali dialogare e con le

quali trovare soluzioni nuove per fronteggiare le sfide del domani”.

Ravenna e Ferrara condividono la presenza di un polo chimico-energetico di rilevanza

nazionale e sviluppate filiere nei settori dell’agroalimentare, delle costruzioni, della logistica

e dell’economia del mare. Nei due territori il turismo e il suo indotto ricoprono

un’importanza fondamentale non solo nel segmento balneare, ma anche in quello delle

città d’arte e della cultura, grazie ai flussi di visitatori attratti dalle città capoluogo,

patrimonio dell’umanità. In entrambe le province una straordinaria attività culturale e un

patrimonio storico e paesaggistico per ampi tratti in comune, rafforzano il processo

identitario, generano sviluppo sociale, attirano visitatori e producono reddito. Non a caso

Ravenna e Ferrara appaiono ben posizionate per cogliere molte opportunità legate al

successo mondiale del “Brand Italia”. Prospettive comuni di sviluppo sono, inoltre, legate

al potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie in grado di consentire alle

industrie locali, anche attraverso il porto di Ravenna, di avere un efficiente collegamento,

tra l’altro, verso il Nord Est e l’Europa orientale attraverso il corridoio Baltico-Adriatico.

Le “nuove” Camere di commercio

Il decreto di riordino delle Camere di commercio n. 219/16:

• attribuisce un ruolo nuovo agli Enti camerali ponendoli sulle frontiere dell’economia

(digitale, start-up, scuola e università in collegamento con il mondo delle imprese,

qualità e ricerca dell’eccellenza, cultura, turismo e sostenibilità);

• individua nel Registro delle imprese la dorsale di un rapporto più moderno tra

imprese e Pubblica amministrazione, non più basato sui bolli e le autorizzazioni;

• garantisce nuove logiche di premialità per le Camere di commercio più virtuose, che

avranno così modo di ottenere risorse aggiuntive ed investire sempre di più sui

territori e le loro straordinarie potenzialità;

• salvaguarda le sedi territoriali, consentendo quella presenza capillare sul territorio

che rappresenta una caratteristica fondamentale per una istituzione dedicata al

servizio delle imprese, soprattutto di media e piccola dimensione;

• non prevede percentuali di tagli lineari del personale camerale, che, con il suo

elevato livello di professionalità, rappresenta un patrimonio fondamentale su cui

dare seguito alle indicazioni normative.

Comunicato stampa CCIAA Ferrara

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