Ferrara festeggia Hănukkāh, festa delle luci, con la sua comunità ebraica

La città di Ferrara festeggia insieme alla comunità di ebrei ferraresi la ricorrenza bimillenaria di hănukkāh, la festa delle luci.

Rabbino capo e vicesindaco LodiPer l’occasione l’Amministrazione comunale, per iniziativa del sindaco Alan Fabbri, ha donato alla comunità ebraica un tipico candelabro a nove bracci (otto bracci più quello centrale per accendere le altre luci) alto circa due metri per oltre un metro di larghezza, posizionato davanti alle sinagoghe di via Mazzini, con una targa del Comune posta sul basamento, che reca la scritta: “Siamo felici di celebrare con Voi la Festa delle Luci. Che il bagliore del candelabro di  Hănukkāh  illumini il cammino della nostra comunità”.

La prima accensione – questa sera nel 25 del mese di kislev per il lunario ebraico – è avvenuta con una cerimonia pubblica, alla presenza di autorità religiose, civili e militari. Alla prima accensione ha provveduto il rabbino capo Luciano Caro, insieme al vicesindaco Nicola Lodi. Hănukkāh ricorda la vittoria sul Re Antioco IV, colpevole della profanazione del Tempio sacro di Gerusalemme, e la consacrazione del nuovo altare, nel 164 a.C. La festività dura, come da tradizione, otto giorni – ricordando il periodo in cui miracolosamente rimase accesa la menorà nel riconquistato Tempio di Gerusalemme – e per altrettante sere, una per sera e sempre partendo dal lume centrale, saranno accese tutte le luci.

“La giornata di oggi è l’occasione – ha detto l’assessore comunale Marco Gulinelli – per valorizzare la storia di una comunità presente a Ferrara da secoli e per viverne, nella quotidianità, le tradizioni, la ricchezza e la profondità della cultura, anche sotto il profilo simbolico. Una comunità perfettamente integrata, la cui storia si intreccia indissolubilmente a quella della nostra città”.

“Storia che ci insegna – ha detto il presidente della comunità ebraica Fortunato Arbib – che la presenza ebraica a Ferrara è un elemento che ha caratterizzato la vita della città, i cittadini residenti di religione ebraica hanno sempre svolto un ruolo attivo e si sono distinti in diversi campi”. La festa di Hănukkāh si celebra da oltre duemila anni ed è, ancora oggi, memoria della libertà del popolo ebraico, la libertà di culto e di pratiche religiose. L’Amministrazione comunale con il dono della Hănukkāh testimonia la vicinanza e l’amicizia a questa piccola comunità, proseguendo nel percorso storico di scambi culturali e di integrazione”.

“Quella di oggi è una cerimonia semplice ma molto significativa”, ha sottolineato il rabbino capo Luciano Caro, “Hănukkāh significa infatti ‘inaugurazione’ del Tempio di Gerusalemme, dopo la liberazione della Giudea dall’occupazione Siriana ellenica di Antioco IV. Una festa straordinariamente importante per il popolo ebraico, e non solo, che dimostra come, con l’aiuto di Dio, i pochi possano vincere sui molti per sottolineare l’importanza dell’indipendenza politica, religiosa e culturale”. Al termine della cerimonia il presidente Arbib ha condotto le autorità a visitare il tempio fanese, oggetto di restauri da cui stanno emergendo elementi Settecenteschi di grande rilevanza e ha sottolineato l’importanza dell’Aron – arredo sacro della religione ebraica – in esso presente, tra i pochissimi in marmo e con elementi provenienti da diverse cave. L”Armadio sacro’ è stato oggetto di un recente restauro che ne ha riportato alla luce gli inserti in oro, il sottofondo blu e lo splendore degli stessi marmi.

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