Ferrara: la mensa scolastica più cara d’Italia

mensa scuolaLe tariffe massime più alte d’Italia, Ferrara conquista un podio non tanto ambito, ovvero quelle delle mense scolastiche con i costi più sostenuti per la classe media.

A stilare la classifica è Save The Children, ma l’assessore alla pubblica istruzione precisa: “lo studio si riferisce all’anno scolastico passato, a settembre abbiamo abbassato le tariffe e, se anche i costi sono più sostenuti, noi garantiamo la qualità”.

Una scuola elementare su due in Italia non ha la mensa, e laddove ci sono spesso i costi superano, per una famiglia media, la soglia dei 100 euro mensili. È una fotografia in chiaro scuro quella che uno studio di Save the Children dal titolo “(Non) Tutti a mensa” ha fatto per il terzo anno consecutivo dei servizi di refezione delle scuole primarie italiane. Uno studio che prende in considerazione i 45 comuni capoluogo di provincia con più di 100.000 abitanti con riferimento alle tariffe per l’anno 2014/2015. Ferrara spicca per avere avuto la tariffa massima, per pasto, più alta di tutte, 7, 7 contro i 2,3 euro di Catania. Mentre per le tariffe minime si piazza a metà classifica con 1,27 euro per pasto.

Tariffe massime e minime che si applicano a seconda dell’Isee della famiglia. Ad esempio lo studio individua due categorie tipo, una famiglia di classe “medio-alta” con un Isee di 25mila euro e un figlio, e una famiglia con difficoltà, con tre figli e un Isee di 5000 euro. A Ferrara la prima, nel 2014/2015, pagava 6,6 euro a pasto, il secondo importo più alto di tutta la penisola. La seconda tipologia invece pagava 1,27 euro a pasto. “È importante sottolineare, precisa l’assessore comunale alla pubblica istruzione Annalisa Felletti, che lo studio si riferisce all’anno scorso. A settembre infatti il tema dei costi della refezione per le scuole primarie è stato affrontato dal consiglio comunale e le tariffe sono state abbassate, tanto che ad esempio i 6, 6 euro della famiglia di classe “medio alta” oggi sono 5,15. Le tariffe, spiega ancora l’assessore, sono tutte facilmente calcolabili grazie allo strumento disponibile on line sul sito del comune di Ferrara, dove inserendo il proprio Isee e il servizio richiesto, viene calcolata la retta dovuta.

Una scelta di trasparenza, afferma la Felletti, e di praticità per le famiglie. Tornando allo studio tariffe ridotte sono previste in tutti i comuni ma non tutti prevedono esenzioni per determinate fasce di reddito. Ferrara è tra quelle che offre il servizio mensa a costo zero per famiglie con Isee inferiore ai 3000 euro e che, in caso di morosità nei pagamenti fornisce comunque i pasti al bambino attivandosi eventualmente per un recupero credito. Cosa che non succedea Brescia, Foggia, Modena, Novara, Palermo, Sassari, Salerno e Taranto dove in caso di morosità il bambino viene escluso dalla mensa “Noi somministriamo il pasto, sottolinea Annalisa Felletti e continueremo a farlo perché lo riteniamo una questione morale e intimamente legata al diritto allo studio costituzionalmente garantito. Quanto alle tariffe cittadine, indiscutibilmente più alte della media nazionale, l’assessore ci tiene a ricordare il tema della qualità, che, afferma ha un costo più elevato, ma che spiega, per noi è imprescindibile per quanto riguarda la della nutrizione dei nostri bambini.

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