Ferrara PNRR: dai progetti il contrasto alla discriminazione femminile?

Torniamo a parlare di Piano nazionale ripresa e resilienza. Le 12 professioniste ferraresi fondatrici del Gruppo farediritti.it  hanno voluto offrire  un dibattito aperto al pubblico cittadino. Il seminario del 16 giugno scorso in CCIAA ha messo l’accento sulla parità di genere.

Hanno voluto aprire alla partecipazione di cittadine e cittadini il dibattito, finora sottovoce,  su uno degli obiettivi del PNRR:

Il Piano nazionale ripresa e resilienza si impone di raggiungere da qui al 2026 la riduzione del divario di genere. Le donne nel nostro Paese scontano gap importanti  in fatto di diritti e  opportunità rispetto agli uomini, sul lavoro, in famiglia, nell’istruzione. Il PNRR si propone,  su mandato dell’Europa,  di eliminare o almeno ridurre le tante forme di discriminazione favorite  dai modelli culturali dominanti nella nostra società.

L’Unione esige, infatti,  che i progetti finanziati con i fondi europei riducano obbligatoriamente il divario di genere e favoriscano il recupero di  diritti negati a tante donne, discriminate in molti modi. Per questo chiede che, fin dalla fase dei progetti, le azioni indichino espressamente quale ricaduta i progetti si propongono di avere sulle donne,  per favorirne l’autonomia, il diritto al lavoro, all’istruzione e alla salute.

A Ferrara sono 65 le schede progettuali, presentate finora da Comune e Provincia , sindacati e imprese. Di queste, secondo l’analisi svolta dal prof. Aurelio Bruzzo, editorialista CDS, già docente di Economia presso l’Università di Ferrara, presentata nel corso del  Seminario,  solo tre schede indicano con percentuali precise quale  sarà l’impatto di genere dei vari progetti.

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