Ferrara sale sul podio

Diciotto bambini di terza elementare per la prima volta a Ferrara saliranno sul podio per dirigere una grande orchestra, davanti a un pubblico, dentro a un teatro. Questi gli elementi della ricetta che l’attore Moni Ovadia e il direttore d’orchestra Alessandro Nidi hanno voluto sperimentare e realizzare per un progetto che ha tutta l’intenzione di crescere sempre più, e che avrà come sede d’elezione la città di Ferrara, anche in ricordo di Claudio Abbado.

Domenica 6 giugno alle ore 18 al Teatro Comunale di Ferrara è tempo di Ferrara sale sul podio, progetto che riprende una forma di pedagogia musicale sperimentata negli anni dal Maestro Nidi, volta alla crescita spirituale, culturale e umana attraverso la direzione di un’orchestra, che per l’occasione sarà l’Orchestra del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, composta da allievi e docenti del Frescobaldi. Un progetto rivolto ai più piccoli, ma non solo, per scoprire che crescere è anche imparare a comunicare con gli altri. Un progetto prodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Ferrara. Partner tecnico è TPER.

Coinvolti per Ferrara sale sul podio sono i giovanissimi studenti della classe 3^B della scuola primaria “Villaggio INA” di Ferrara, piccoli direttori d’orchestra per un giorno, preparati dal Maestro Alessandro Nidi, direttore, compositore e pianista. Ospite d’eccezione dell’appuntamento del 6 giugno è Ellade Bandini (batterista di De André, Guccini, Mina, Bennato, Conte, Vecchioni, Zucchero, Branduardi…solo per citarne alcuni), con la cantante Rachele Amore, allieva del Conservatorio di Ferrara, e l’attore e interprete Moni Ovadia, anche direttore del Teatro Abbado di Ferrara.

“L’esperienza teatrale stimola le diverse forme di apprendimento, potenziando ed indirizzando energie creative ed alimentando al contempo il gusto estetico e artistico – mette in evidenza l’Assessore all’Istruzione del Comune di Ferrara, Dorota Kusiak –. Il teatro è il contesto privilegiato in cui sviluppare la consapevolezza emotiva ed apprendere le diverse modalità di espressione. Il coinvolgimetnto delle scuole nei percorsi teatrali, rendenodo i più piccoli e i giovani protagonisti del palcoscenico è dunque fondamentale per avvicianare i ragazzi al mondo del teatro e arricchire i loro percorsi formativi”.

“Con questo nostro progetto non si diventa direttori d’orchestra, ma si entra nel cuore della musica avendo questa possibilità unica di sentire che attraverso un proprio gesto un’orchestra intera si muove e si mette in relazione con quel gesto”, spiega Moni Ovadia, direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. L’augurio di Ovadia è che ci sia tantissima gente ad applaudire questi bambini, “sarà – dice – una grandissima festa per l’infanzia, e penso sarà particolarmente bella. La gioia immensa che traspare da questi bambini sarà emozionante per tutta la città”.

“Si propone loro un nuovo punto d’ascolto: l’ascolto del direttore d’orchestra – racconta il Maestro Alessandro Nidi – La direzione d’orchestra, il mestiere più complesso e ambito, ha in realtà solo in un primo impatto, la possibilità di essere svolto senza nessun tipo di tecnica, cosa impossibile per qualsiasi altro studio strumentale. In questo progetto – continua Nidi, che dal 2007 porta avanti questa particolare didattica, solitamente con l’Orchestra Toscanini – quel che vale è l’approfondimento dell’ascolto, la voglia di mettere in gioco il corpo e l’anima, imparando semplici geometrie che permetteranno a qualsiasi orchestra di poter eseguire un brano. Il potere, la responsabilità, la carica aggressiva, la tenerezza, l’incontro con l’orchestra, l’emozione finale di trovarsi davanti a professionisti che aspettano da te ritmi, colori, scelte. Non solo quindi una prova musicale, ma soprattutto una possibilità di crescere nel rapporto con se stessi e la cultura”.

Il progetto a Ferrara è nato con Moni Ovadia, che “mi ha chiesto di pensare a qualcosa che possa diventare patrimonio per la città. La bellezza di pensare che una città intera – almeno idealmente – vada sul podio, che un ottantenne diriga per una volta un brano di Verdi che tanto gli piace, o che un bimbo scopra la musica di Mozart e Beethoven, e che gli susciti emozioni”.

“La classe coinvolta è una classe multiculturale, e il multiculturalismo è il punto di forza della nostra scuola. Per questo la musica è un valore ancora più importante, come linguaggio universale che non conosce barriere – spiega Cristina Corazzari, dirigente dell’istituto comprensivo Cosmé Tura di Pontelagoscuro – Abbiamo accettato subito con entusiasmo, si tratta di un’opportunità unica per questi bambini, un’esperienza che per loro sarà indimenticabile. Per tutto il nostro istituto l’importanza di avvicinarsi ai linguaggi e ai luoghi della musica è essenziale per la crescita dei nostri studenti”. Questo progetto, infatti, è in linea con l’attenzione che la scuola “Villaggio INA” rivolge già a tutti i linguaggi, “in particolare la passione per musica e per la cultura, che vanno coltivate fin da piccoli ed sono parte fondamentale della nostra proposta, pur non essendo un istituto di sperimentazione musicale. Un ringraziamento va alle docenti che si sono prodigate per la buona riuscita del progetto”.

LA PRIMA TAPPA DI UN PROGETTO PIÙ AMPIO
L’appuntamento di domenica 6 giugno vuole però essere solo una prima, iniziale tappa di un progetto più ampio, in cui – letteralmente – tutta Ferrara possa salire sul podio. “Ho voluto che la città di Ferrara adottasse questo progetto del direttore d’orchestra, pianista e compositore Alessandro Nidi di Parma – aggiunge Moni Ovadia – Si tratta di un progetto già sperimentato, attivo dal 2007, ma cui ora vogliamo dare un respiro diverso, maggiore.

Abbiamo l’intenzione di proseguire negli anni questo progetto, il prossimo anno con le classi delle superiori, poi con i pensionati e pian piano coinvolgere tutta la città a imparare a dirigere un’orchestra”. Un progetto che idealmente prende il testimone di Claudio Abbado, indimenticabile direttore d’orchestra cui il Teatro di Ferrara è dedicato. “Il massimo livello di questo orientamento è stato toccato dal geniale pedagogo venezuelano Josè Antonio Abreu, fondatore di El Sistema, col quale ha collaborato Abbado e che in trent’anni ha coinvolto oltre migliaia tra bambini, giovani e meno giovani, i più poveri, i meno fortunati, provenienti soprattutto dalle zone degradate del Venezuela, per far conoscere loro la musica e ‘salvarsi’ attraverso di essa”. Creato nel 1975 in Venezuela, El Sistema ha coinvolto nel tempo più di 2 milioni di giovani ed è diventato ‘il più grande progetto musicale di tutti i tempi’, coinvolgendo oltre 60 paesi nel mondo. Al centro sta l’idea della musica come forma di integrazione e riscatto sociale.

In tantissimi, fin da piccoli, hanno potuto così sperimentare il potere della musica, abbracciando un violino anziché imbracciare un’arma. Moni Ovadia ricorda quando Abreu fondò a Caracas la prima orchestra di bambini venezuelana diretta anche da Simon Rattle, storico direttore dei Berliner Philarmoniker. “In questo quadro – conclude Ovadia – a Ferrara vogliamo mettere i bambini in relazione con il mondo della musica da questo particolare punto di vista, quello del direttore d’orchestra”.

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