Ferrara senza “incendio” nella notte di S. Silvestro

C’era da aspettarselo! I ferraresi vivranno la notte di San Silvestro senza il tradizionale incendio sulle torri del castello. Una doccia fredda per molti, una decisione inevitabile per molti altri. Chiuse anche le sale da ballo e locali assimilati, dove si svolgono eventi e feste o concerti aperti al pubblico. All’aperto c’è l’obbligo delle mascherine. Fra le novità anche l’obbligo di usare la mascherina Ffp2 all’interno di cinema, teatri e in occasione di eventi sportivi.

Il decreto legge del 24 dicembre vieta fino al 31 gennaio 2022 tutti gli eventi che possano causare assembramenti in spazi aperti..  Nasce da qui lo stop all’incendio ultraventennale del castello  nella notte di san Silvestro, uno spettacolo che ha portato Ferrara alla ribalta dei grandi eventi di capodanno e che quest’anno non si terrà.

Dovremo rassegnarci a vedere le repliche in televisione degli incendio degli anni passati, spesso uno più bello dell’altro, un legame in grado di tenere in piazza o uniti davanti alla tv decine di migliaia di spettatori ferraresi e non.

Dice bene il Sindaco Alan Fabbri, il turismo del Capodanno ferrarese 2021 subirà una flessione, idem la filiera del divertimento della notte più lunga dell’anno, Ma forse non è più il tempo di limitarsi a chiedere rimborsi economici né al Comune, né allo Stato, forse è l’ora di dare ascolto a chi con il Covid tratta tutti i giorni, vale a dire i ricercatori e gli scienziati, che il Sars Cov 2 lo studiano, i medici e il  personale infermieristico e assistenziale che da quasi due anni vive in uno stato pressoché quotidiano di emergenza, soprattutto durante le feste di Natale.

L’anno scorso abbiamo invocato il vaccino, quest’anno c’è, anzi nei nostri Paesi ricchi ed evoluti ce ne sono tanti, ma c’è purtroppo chi non ne vuole sapere e così facendo crea rischi potenziali per se stesso e per tanti altri.

Negli ospedali si respira un senso diffuso di stanchezza, nei laboratori  chi fa ricerca non ha dubbi: solo il vaccino può evitare l’escalation dei ricoveri, il pienone  nelle terapie intensive, il crescente numero dei morti.

Per fermare l’affollamento negli ospedali costretti a chiudere le prestazioni usuali per trasformare gli spazi in reparti covid e favorire, invece, il pienone nei locali della ristorazione, l’arrivo dei turisti, l’attività dei cinema e dei teatri in definitiva  la nostra tranquillità unita alla garanzia della sicurezza e al la possibilità di stare insieme almeno a Natale e a Capodanno, è necessario vaccinarsi. «Il virus non ci lascia il tempo per convincere i non vaccinati, sta correndo velocissimo», ha detto al Corriere   Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano, membro del Comitato tecnico scientifico, “oggi più del 80% dei letti sono per i non vaccinati e se le Regioni dal giallo passeranno all’arancione o al rosso, la responsabilità sarà in gran parte di chi ha rifiutato la profilassi anti Covid».

Una osservazione basata sui dati che vengono anche dalla Germania dove  il lockdown dei non vaccinati ha drasticamente fatto calare la curva dei contagi e delle loro possibili complicazioni. L’universo dei Novax è notevolmente variegato, si va da chi teme conseguenze nefaste per la propria salute anche sui tempi lunghi, a chi nega l’esistenza di Covid 19 e va ad aggiungersi ai complottasti di matrice politica.

Abrignani si chiede: «È accettabile che nove italiani su dieci debbano pagare per il comportamento di pochi? Per non parlare dei danni economici che si abbattono su alcune categorie quando le Regioni cambiano colore. L’obbligo vaccinale è un provvedimento duro? Il Covid, conclude, è durissimo».

Intanto il commissario Figliuolo, propone un piano per intensificare le vaccinazioni booster che dal prossimo dieci gennaio potranno essere somministrate anche a 4 mesi dalla 2° dose. Sono in programma screening a tappeto nelle scuole l’acquisto di mascherine Ffp2 da distribuire a chi svolge attività scolastiche e didattiche a favore dell’infanzia, e a chi è a contatto con alunni esonerati dall’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Dalia Bighinati

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