Ferrara vicina ai cristiani iracheni perseguitati dall’Isis – VIDEO

11 vescovo vs isis

Migliaia di persone, di cristiani, che non hanno più una casa dopo che il sedicente Stato islamico, l’estate scorsa, ha conquistato Mosul e la vicina città di Qaraqosh.

Oggi l’arcivescovo di Mosul era a Ferrara per incontrare l’Arcivescovo monsignor Luigi Negri e per riportare la sua testimonianza.

Due arcivescovi, quello dei siro-cattolici di Mosul, Yohanna Petros Mouche, e quello di Ferrara, monsignor Luigi Negri, per celebrare insieme la funzione religiosa della Veglia della Pentecoste, in serata. Un incontro pieno di significato perché la città è venuta a conoscenza della situazione dei cristiani perseguitati dall’Isis nel nord dell’Iraq.

Attualmente vivono in esilio ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, ma l’Arcivescovo Mouche sta girando il mondo per chiedere ospitalità. Sono migliaia infatti le famiglie che, nell’estate del 2014, hanno lasciato le proprie case quando i membri del sedicente Stato islamico hanno prima bombardato e poi invaso le loro case. Secondo l’Arcivescovo Mouche, molto grato a Ferrara per l’accoglienza, l’esercito iracheno ha tradito il popolo cristiano di Qaraqosh, non opponendo resistenza all’avanzata dei militanti dell’Isis.

Davanti alla violenza e all’imposizione dell’islam, l’Arcivescovo e le famiglie sono scappati nel Kurdistan. “Non c’è dialogo con lo Stato islamico e siamo stati umiliati” ha detto l’Arcivescovo Mouche, che ha chiesto accoglienza al Canada e alla Francia per sé e per il popolo cristiano di Qaraqosh, richiesta però respinta. “Non c’è uno stato che ci accetta” ha concluso l’Arcivescovo di Mosul. L’Arcivescovo di Ferrara invece auspica che risorga la missione cristiana e ha ricordato che attraverso la sofferenza si vince, sottolineando che non si sa fino a che punto, l’Isis, c’entri con la religione.

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