Ferrara, Zamorani (Fe-nice): “Referenum Comunali boicottati?”

“Ci troviamo di fronte al momento istituzionale più importante per il Comune di Ferrara dopo le elezioni comunali e a 30 giorni dal deposito dei testi non è arrivata alcuna risposta sull’ammissibilità o meno dei quesiti. Mi chiedo se non si voglia boicottare questi referendum”
Così Mario Zamorani di fe-nice, rispetto ai Referendum Comunali Consultivi presentati durante una conferenza stampa lo scorso 27 aprile a Ferrara
“I costituenti consegnarono il potere nelle mani dei cittadini attraverso due schede, quella del voto e quella referendaria. L’istituto del referendum è un epicentro dello Stato di diritto ed è sempre stato temuto da chi detiene il potere.
“Il 5 aprile ho depositato il testo di quattro referendum comunali, preparati da fe-nice e sostenuti in primis da +Europa, Azione, Psi e Pri. L’art. 28 dell’apposito regolamento dice: “L’esame ed il giudizio sulla legittimità ed ammissibilità dei quesiti referendari sono affidati al Segretario Generale, che decide entro 30 giorni dalla presentazione della relativa istanza, sentito il Collegio dei Garanti.” I 30 giorni sono un termine ordinatorio e non perentorio, quindi in caso di non osservanza dei 30 giorni non sono previste sanzioni.
“Quindi la risposta potrebbe arrivare dopo 31 giorni ma anche dopo 131. Chiarisco a questo proposito che per noi il termine di 30 giorni è politicamente, anche se non giuridicamente, perentorio. Sia per l’importanza che la Costituzione attribuisce all’istituto del referendum, sia perché ritardandone l’ammissibilità diventa reale il rischio che poi manchi il tempo per raccogliere le oltre 3.000 firme autenticate necessarie per arrivare al voto.
“La Commissione dei garanti è stata eletta il giorno 11 aprile ma ancora non si è riunita e il suo pronunciamento sul merito non sembra imminente. Nella Commissione c’è una convocante, d’intesa con il Segretario Generale, e ci sono alcuni convocati. Quindi non sappiamo quando potremo iniziare a raccogliere le firme. Se poi, inopinatamente, il Comune dovesse contestare uno dei quesiti, si aprirebbe un iter che sposterebbe tutto alle calende greche.
Gli organi che valutano l’ammissibilità, una catena che parte dal Segretario Generale, sono tecnici ma appare di tutta evidenza che, di fronte all’importanza dell’evento, se un organo tecnico del Comune produce un attacco ai referendum, il problema è politico.
“Ci troviamo di fronte al momento istituzionale più importante per il Comune di Ferrara dopo le elezioni comunali. Davvero pensano che l’urgenza debba essere quella che si dedica, che so, allo spostamento di un cassonetto da qui a là? O ci troviamo di fronte a una gravissima sottostima tecnico-istituzionale, quindi politica, o a una ancor più grave volontà di boicottaggio tecnico-istituzionale, quindi politico, di questi referendum e dello stesso istituto in oggetto” conclude Zamorani

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