FIL ROUGE - L’arte di intrecciare fili… a partire dalla famigliaPrimo Piano

Festa dei nonni e degli anziani, all’Angelus le parole di papa Leone XIV.

Oggi la Chiesa cattolica  celebra la V Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani , istituita da papa Francesco nel 2021, nel bel mezzo di una pandemia che ha preso di mira soprattutto gli anziani. Oggi all’Angelus nel ricordarne il significato, papa Leone XIV  ha sottolineato come i nonni, gli anziani possano essere “testimoni di speranza, capaci di illuminare il cammino delle nuove generazioni”, esortando i più giovani a non lasciarli soli, imparando  ad apprezzarne la forza della speranza, che li ha sostenuti nel consentire loro una lunga vita.

Nel Giubileo della speranza, questo il leit motiv legato alla ricorrenza.  Tuttavia per essere realisti, l’avanzare dell’età per acquisire un senso davvero positivo nella nostra società deve essere liberato dai tanti pregiudizi negativi in circolazione. A cominciare dal discorso pubblico, che, abbinando il crescente numero degli anziani ai dati di un cambiamento demografico comune ai Paesi dell’Occidente, causato da un pesante deficit di nascite particolarmente accentuato in Italia, finisce per diffondere una percezione sociale fortemente negativa degli anziani, che siano o meno  “nonni”.

L’ageismo è il brutto termine anglofono che indica anche da noi le forme di discriminazione basate sull’età. Accomuna la discriminazione rivolta ad ogni età, ma in particolare si adotta per indicare quella di cui sono spesso vittime gli anziani, in virtù di stereotipi di cui essi  stessi sono a volte portatori. L’equazione anziano uguale a fragilità , letta in chiave tendenzialmente negativa impedisce di riconoscere la possibilità per gli anziani di esercitare un ruolo sociale positivo riconoscibile e riconosciuto

Gli anziani, si dice,  sono più lenti, sono refrattari al nuovo e  al cambiamento, sono meno inclini al consumismo, più bisognosi di assistenza sanitaria e  sociale. Tanto basta per rappresentarli come un peso per la società. A meno che non si rendano utili in famiglia, laddove c’è, o addirittura preziosi come nonne o nonni.

A riflettere bene,  una lunga esperienza di vita, che ci siano o meno nipoti da accudire con affetto, può avere in sé  risorse e virtù socialmente utili ,  ma anche la possibilità di incorrere in atteggiamenti  socialmente negativi.

Fra le risorse:  l’anziano dispone di maggior  tempo libero da dedicare ad attività culturali, in molti casi sa e vuole rendersi utile nel  volontariato sociale, ambientale, sanitario, conserva saperi e tradizioni ludiche e culinarie vissute come scoperte piacevoli dalle generazioni più giovani.

Fra gli aspetti negativi possiamo mettere una visione esageratamente conservatrice della vita, l’abitudinarietà, gli stereotipi negativi sull’invecchiamento, l’incapacità di rinnovarsi.

Atteggiamenti di cui ci si può liberare, adottando opportune misure di prevenzione fin da giovani. Come?

Da un lato coltivando curiosità verso il  futuro e  dedicandosi ad approfondire quella  memoria storica, da trasferire alle generazioni più  giovani, di cui si è in qualche misura portatori viventi, ma di cui oggi perfino la scuola sembra voler fare a meno. Dall’altro prendendosi cura di sè, preparandosi  alle età più mature e al cambiamento inevitabile, curando la propria salute fisica e adottando stili di vita appropriati.

Non è una ricetta facile, nè vale soltanto per evitare un invecchiamento in solitudine e passivo: ma la cultura,  l’ interesse personale per le sorti del mondo,  lo sport, la socialità, la cura del prossimo, il piacere della socialità, la volontà di coltivare affetti e amicizie,  sono   elementi da non trascurare, quando si vuole dare valore a questa età della vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *